FIRENZE II museo come un viaggio, una storia da raccontare, una pièce da interpretare. Questa la chiave di lettura delle attività messe in cantiere, a partire dal primo aprile del 2000, dal «Museo dei ragazzi» di Palazzo Vecchio, a Firenze. Che ora si ripresenta al pubblico con una serie di novità (racchiuse sotto la dicitura «Emozioni da museo») che prendono corpo ufficialmente oggi pomeriggio, con una cerimonia nel Salone dei Cinquecento, dopo una prima presentazione per la stampa, ieri alla presenza di sindaco, assessori, direttori di galleria e di un grande tecnico dei beni culturali come Salvatore Settis. Il «Percorso segreto» nel Camerino di Bianca Cappello, i «Teatri nel museo», il laboratorio-atelier sulla prospettiva e quello sulle tecniche dell'affresco, i compleanni da festeggiare nel museo: queste le novità che Palazzo Vecchio può offrire da oggi. Con l'intenzione di far conoscere a tutti i luoghi e la storia del Palazzo emblema della città (a quando, invece, un bel lifting alle stanze per togliere brutti arredi e inserimenti in legno degni di una baita modello Heidi?). Ma, ormai, sembra non trattarsi più soltanto di Palazzo Vecchio: visto che del progetto (promosso dal Comune di Firenze con il contributo di Regione e Provincia, dell'Ente Cassa di risparmio e dell'Associazione industriali) fanno adesso parte anche il Museo Stibbert, l'Istituto e museo di storia della scienza, la Chiesa del Carmine con la Cappella Brancacci, il Museo Bardini, la Biblioteca Centrale, il Museo leonardiano da Vinci. Sono loro a costituire attualmente il gruppo dei «Musei dei ragazzi», aperti a un pubblico che vorrebbe essere compreso tra gli 8 e gli 88 anni. E i risultati finora ottenuti danno ragione al progetto. Dall'1 aprile 2000 al 31 dicembre 2003 questi musei sono stati visitati da 217.445 persone, delle quali il 78,50 (circa 170.686 persone) hanno partecipato alle attività di Palazzo Vecchio. Mentre nel 2003 ben 44.699 persone, pari al 12,50 di coloro che hanno visitato il museo, hanno seguito le attività di «Emozioni da museo», il progetto (diretto da Chiara Siila) che tecnicamente ingloba tutte le attività educa-tional di Palazzo Vecchio, rivolte anche e soprattutto al pubblico adulto (nel 2003 rappresentato dal 44 dei visitatori), e quelle del «Museo dei ragazzi», che ne indica il servizio didattico. «Sono cifre che sottolinea Paola Pacetti, direttore scientifico di "Emozioni da museo" e ideatrice del "Museo dei ragazzi" pongono il nostro museo a livello delle grandi istituzioni europee come il Victoria Albert Museum, il British Museum, il Centre Pompidou e il Louvre. Tutti musei che si sono profondamente rinnovati, con grande attenzione verso nuove modalità di comunicazione educativa (a cominciare dai sistemi multimediali). E che seguono lo stesso nostro principio: conservare ma anche valorizzare il patrimonio artistico e storico». Per raccontare le novità presentate ieri si può cominciare dal Camerino segreto di Bianca Cappello, per la prima volta aperto al pubblico all'interno di un nuovo percorso che si snoda dal Quartiere di Eleonora e dalla sua Cappella affrescata dal Bronzino, fino alla Sala delle Carte geografiche. Di qui attraverso un passaggio segreto celato dietro la Carta dell'Armenia si accede al primo terrazzino e quindi allo Stanzino della duchessa Bianca Cappello, seconda moglie del granduca Francesco I (figlio e successore di Cosimo), sposata nel 1579. Si tratta di un piccolo ambiente dal soffitto decorato a grottesche da Antonio d'Annibale da Campogiallo (un pittore finora sconosciuto che avrebbe firmato anche le grottesche del corridoio degli Uffizi), con una piccola finestra protetta da una grata che si affaccia sul Salone dei Cinquecento da cui si poteva osservare, non visti, quanto vi accadeva. Basta poi una piccola deviazione, per ritrovarsi in mezzo a quelle capriate che il Vasari realizzò per alzare il tetto del Salone dei Cinquecento: un'opera di alta ingegneria rimasta praticamente intatta e che ha superato indenne persino gli effetti della bomba di Via de' Georgofili. Le nuove «Emozioni da museo», all'interno di Palazzo Vecchio, prevedono poi diversi laboratori-atelier sul linguaggio della moda, sull'idea di sporco e pulito, di sano e malato. Laboratori-atelier che, con il titolo di «Civiltà del Rinascimento a Firenze», vogliono affrontare da diverse angolature la realtà della corte medicea di Cosimo I de' Medici e della moglie Eleonora da Toledo. A essi si aggiunge «Rinascimento al femminile a Firenze»: una produzione fatta di piccole pièce teatrali che mettono in scena, secondo la formula delle vite parallele, le storie di figure femminili rappresentative nella Firenze della Controriforma. Tutte le pièce teatrali sono seguite da un dibattito, secondo la formula del gioco di ruolo, tra il pubblico e gli animatori-attori che interpretano i personaggi femminili cinquecenteschi. Mentre al pianoterra, di fianco alla biglietteria, trovano spazio le attività per i più piccoli: come «La Stanza delle Storie di Bia e Garcia», due dei figli di Cosimo e di Eleonora, morti in giovanissima età. Gli stessi Bia e Garcia che il Bronzino aveva fermato in due suoi celebri ritratti, oggi agli Uffizi e al Prado.