La guerra delle cultura è iniziata. E si annuncia senza esclusione di colpi. La crisi economica globale ha portato tagli considerevoli sugli investimenti culturali e la necessità di «salvare il salvabile» - anche in termini elettorali - arma la polemica politica. E così i generali dei due schieramenti, lassessore regionale Gianni Oliva per il centrosinistra, e lex assessore Giampiero Leo per la Pdl, si battono a partire dai numeri dei sacrifici imposti e, nello stesso tempo chiamano alla mobilitazione lesercito dellassociazionismo. Domani alla Fondazione Sandretto è annunciata uniniziativa promossa dal coordinamento Associazioni Piemonte e Arte contro i tagli a cui è annunciata la partecipazione di tutto lo stato maggiore della Pdl, non solo Leo ma anche Enzo Ghigo, coordinatore regionale azzurro, il capogruppo Angelo Burzi e il sottosegretario Guido Crosetto. Oliva replica organizzando per il 13 dicembre gli stati generali con lobiettivo di «produrre un documento per spiegare quanto costa in termini sociali avere meno investimenti culturali». Partiamo dai numeri. Leo attacca: «Se leggiamo il bilancio di previsione del 2009 ci possiamo rendere conto che mancano allappello 15 milioni di euro. Un taglio ulteriore rispetto a quello praticato lanno precedente. Così si rischia di offuscare definitivamente un settore che per anni è stato una stella polare in tutta Italia». La replica di Oliva è immediata: «I1 problema è che le regioni sono strozzate dalla manovra del ministro Tremonti. Noi siamo riusciti a contenere i tagli al 10 per cento garantendo però le stesso livello di risorse impegnate nel 2008. Sarebbe stato molto bello se anche i tagli del governo fossero rimasti su questi livelli invece che schizzare al 30 per cento». Lex assessore regionale risponde: «Siamo già intervenuti presso il ministro Bondi per chiedergli di ripristinare i fondi del Fus. Detto questo, però, le responsabilità della Regione sono evidenti perché con quel taglio di 15 milioni rappresenta solo una frazione minuscola del bilancio rischia di far fallire centinaia di cooperative e associazioni culturali. Purtroppo i problemi interni al Pd hanno azzerato quel clima di concordia istituzionale che grazie al rapporto tra Ghigo e Chiamparino aveva permesso di costruire un modello di politica culturale unico». Parole che fanno sorridere Oliva: «Ma come si fa a parlare di concordia istituzionale quando il governo non dà certezze non solo sui fondi per il 2011 ma anche per il recupero del Castello di Moncalieri? Senza dimenticare il taglio dei fondi Fus. La verità è che la Regione e anche il Comune sono strozzati dalle esigenze del ministro Tremonti». Aggiunge: «Da anni chiediamo di poter gestire direttamente i Beni culturali. Il governo ha risposto creando un supermanager e centralizzando sempre di più la gestione. E ora di dire basta».