Folla per la «Madonna del Cardellino» e grandi applausi per lOpificio delle Pietre Dure che lha restaurata. Ma al vernissage della mostra in Palazzo Medici Riccardi non è mancata neppure la polemica. Il soprintendente dellOpificio, Bruno Santi, ha rivolto parole critiche al ministro dei beni culturali Sandro Bondi: «Non abbiamo bisogno del supermanager, perchè tutti i dipendenti e i funzionari del ministero da sempre lavorano per la tutela del patrimonio artistico e della cultura». «Occorre valorizzare i nostri beni culturali e il nostro patrimonio anche per lo sviluppo turistico del Paese», ha replicato Bondi. Un piccolo quadro, senza neppure cornice, ma un grande evento. Il vernissage della mostra sulla «nuova» «Madonna del Cardellino», come è possibile ammirare dopo dieci anni di delicatissimo restauro, ha visto Palazzo Medici Riccardi affollato come un autobus nelle ore di punta. Nessuno, tantomeno il ministro Sandro Bondi, ha voluto perdere lappuntamento con il capolavoro di Raffaello tornato agli splendori del Cinquecento. Tutti naso in su e bocca aperta, gomito a gomito, davanti ai colori e alla magia del dipinto, alle «striature» che mostrano dove lopera fu ritoccata quando il quadro andò in pezzi, allo sguardo della Vergine che non si posa né sullo spettatore, né su Gesù, a quel paesaggio leonardesco che sembra volare. La bellezza della Madonna del Cardellino e la consapevolezza dellunicità dellintervento degli specialisti dellOpificio delle Pietre Dure non hanno però distratto dalla cronaca. Il soprintendente dellOpificio, Bruno Santi, ha polemizzato con il Ministro ai Beni culturali sulla nomina del supermanager che dovrà «valorizzare» il patrimonio artistico italiano; Bondi ha ribadito che il supermanager ci sarà e che toccherà a lui rendere i prestiti tra i musei più semplici, far circolare la cultura e in tal modo puntellare il turismo culturale. Il ministro ha anche annunciato che il nuovo appuntamento per la posa della prima pietra del teatro del Maggio è stato fissato a metà dicembre, il 17 per lesattezza, e la Soprintendenza ha rilanciato il progetto di ricerca degli affreschi perduti di Leonardo in Palazzo Vecchio. E la tramvia in piazza Duomo? «Di questo non parlo», ha risposto Sandro Bondi, prima di infilarsi nellauto blu che lo ha riportato a Roma. Ad aprire il vernissage, il «padrone di casa», Matteo Renzi, presidente della Provincia che, grazie a un protocollo con Opificio e Uffizi, per tre mesi potrà ospitare lopera in Palazzo Medici Riccardi. I soprintendenti Cristina Acidini e Mario Lolli Ghetti hanno ricordato il lavoro, la filosofia del restauro, il contesto e le professionalià in cui è maturato lintervento, ma poi il soprintendente dellOpificio delle Pietre Dure è «andato fuori tema». Sorridendo ha detto: «Signor ministro chiudo con una battuta. Non ci serve un supermanager, non ne abbiamo bisogno. Da sempre tutti i dipendenti e i funzionari del ministero lavorano perla tutela del patrimonio artistico e della cultura e per la sua valorizzazione, insieme agli enti locali, e questa mostra ne è una dimostrazione». Bondi lha presa larga, ma poi ha replicato a proposito della nomina del nuovo direttore generale del ministero per i musei e le aree archeologiche, Mario Resca. «La grande capacità di restauro delle opere darte è una delle cose che più viene invidiata allestero. Tutti ci invidiano non solo il patrimonio, ma anche la capacità di tutela e di restauro delle opere, e lOpificio delle Pietre Dure è un eccellenza in questo campo». «La proposta del nuovo manager - ha aggiunto - va nella direzione di mettere in campo un nuova figura che unisca lo sforzo per la tutela a quello per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico. Unesigenza che nasce solo dalla necessità di valorizzare quanto fino a oggi abbiamo tutelato perfettamente ma che ora dobbiamo valorizzare anche per lo sviluppo turistico del paese». «Guardando la bellezza - ha proseguito - ritroviamo la nostra umanità e possiamo essere migliori noi e migliorare la società. In pochi giorni, in migliaia, a Milano, sono andati a vedere il Caravaggio e sicuramente sarà così anche per la Madonna di Raffaello. Dobbiamo far vedere il nostro patrimonio a più persone possibile». Al ministro che, dopo aver a lungo ammirato la «Madonna del Cardellino», chiedeva notizie del progetto e della collaborazione con lEnea per la ricerca del dipinto di Leonardo da Vinci «La Battaglia di Anghiari», nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, il soprintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini ha risposto: «Con lassessore alla cultura Eugenio Giani stiamo valutando di riprendere in mano il progetto, fermo ormai da tempo». Infine il no comment sulla tramvia ed il saluto: «Il prossimo 17 dicembre sarò nuovamente a Firenze - ha detto con il suo eterno sorriso Bondi -, insieme al ministro alle Infrastrutture e ai trasporti Altero Matteoli, per mettere la prima pietra del nuovo auditorium della musica, il nuovo teatro del Maggio».
FIRENZE - Raffaello piace, il supermanager no
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha polemizzato con il soprintendente dellOpificio delle Pietre Dure Bruno Santi, che ha criticato la nomina di un supermanager per valorizzare il patrimonio artistico italiano. Il ministro ha ribadito che il supermanager ci sarà e che toccherà a lui rendere i prestiti tra i musei più semplici, far circolare la cultura e in tal modo puntellare il turismo culturale. Ha anche annunciato che il nuovo appuntamento per la posa della prima pietra del teatro del Maggio è stato fissato a metà dicembre. Il soprintendente dellOpificio ha risposto criticando il ministro e sottolineando che tutti i dipendenti e i funzionari del ministero lavorano già per la tutela del patrimonio artistico e della cultura.
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