La battaglia di Magdala del 1868 è uno di quegli episodi che la storia inglese non ricorda volentieri. Lesercito britannico massacrò senza pietà le malconce truppe dellimperatore dAbissinia Tewodros II, che si uccise sparandosi un colpo in bocca. La fortezza di Magdala fu incendiata e rasa al suolo dopo un brutale saccheggio. Quando il 19 aprile lesercito inglese si ritirò, ci vollero 15 elefanti e 200 muli per portare via tutti gli oggetti e le opere darte trafugate, che furono messi allasta in una valle poco lontano. Il denaro raccolto fu distribuito alle truppe, e nessuno compilò una lista degli oggetti venduti. Alcuni preziosi manoscritti e oggetti doro furono messi da parte e vennero portati a Londra, come regalo perla biblioteca della Regina Vittoria, o per il British Museum, che ancora n conserva. Dopo 140 anni, il presidente dellEtiopia Girma Wolde-Giorgis ha deciso che è venuto il tempo di pretendere giustizia per questo vergognoso episodio e ha inviato una lettera al British Museum, al Victoria Albert Museum, alla British Library e alla Cambridge University Library chiedendo di riavere indietro quella parte del tesoro di Magdala che è ancora rintracciabile. «Gli etiopi - ha scritto il presidente - sentono che questo atto di appropriazione non trova giustificazioni nella legge internazionale. E arrivato il tempo che i tesori saccheggiati ritornino nel nostro paese». Wolde-Giorgis chiede la restituzione di circa 400 oggetti, il più prezioso dei quali è la corona imperiale doro ornata di diamanti. Ma nei musei e nelle biblioteche inglesi ci sono 300 manoscritti di valore incalcolabile, comprese antiche scritture che raccontano gli albori del Cristianesimo. Alcuni reperti, come i Tabots custoditi al British, sono considerati oggetti sacri dal popolo etiope, una rappresentazione su tavole di legno dei dieci comandamenti o della biblica Arca dellalleanza, che secondo alcuni ricercatori si troverebbe custodita proprio in Etiopia. Il carattere sacro di questi reperti è così forte che persino il British Museum non li ha mai esposti. La lettera, il cui contenuto è stato rivelato dallIndependent on Sunday, è del febbraio scorso e da allora sono in corso trattative con lambasciatore etiope. Il direttore del British, Neil MacGregor, terrà duro: il suo principio è che i musei sono ormai quello che sono diventati e gli oggetti devono stare dove la gente li può vedere. E se il museo stabilisse un precedente nel restituire le cose, fra qualche mese sarebbe probabilmente costretto a chiudere per mancanza di reperti.
E lEtiopia reclama da Londra i suoi tesori
La battaglia di Magdala del 1868 fu uno scontro tra l'esercito britannico e le truppe dell'imperatore d'Etiopia Tewodros II. Il forte di Magdala fu incendiato e saccheggiato, e molti oggetti di valore furono rubati. Dopo 140 anni, il presidente dell'Etiopia Girma Wolde-Giorgis ha inviato una lettera ai musei britannici chiedendo la restituzione di circa 400 oggetti, tra cui la corona imperiale doro. I musei britannici hanno rifiutato, affermando che gli oggetti sono parte del patrimonio culturale mondiale e devono essere esposti al pubblico. La questione è in corso di trattativa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo