AGRIGENTO. Di giapponesi nella Valle dei Templi ne arrivano tanti ogni giorno. Anche Koichiro Matsuura è giapponese, ma è probabilmente il più i importante figlio del Sol levante che abbia mai messo piede tra le vestigia dell'antica Akragas. E' infatti il direttore generale dell'Unesco e ieri mattina ha visitato il sito archeologico, considerato dalla stessa organizzazione internazionale patrimonio mondiale dell'umanità. Doveva essere una visita privata, quasi una «scappatella artistica» nel contesto del programma di Matsuura, impegnato ieri a Palermo nell'inaugurazione della Giornata mondiale della filosofia. Di privato, però, il blitz non ha avuto nulla. Con al fianco la moglie, in elegante tailler azzurro e macchina fotografica usa e getta d'ordinanza; il direttore generale dell'Unesco è stato circondato dalle autorità locali e dai cronisti, affamati di un commento sul tema del giorno da parte del prestigioso ospite: il rigassificatore che dovrebbe sorgere a Porto Empedocle. Ad accogliere Matsuura, oltre alle autorità, c'erano anche alcuni poliziotti in divisa e della Digos. Si pensava che sul posto si presentassero pure alcuni rappresentanti del comitato del «no al rigassificatore». Ma così non è stato: l'unica presente era Caterina Busetta che, con garbo, ha confermato la propria posizione contraria all'impianto ma che, essendo al contempo componente del Consiglio del Parco, ha affidato a Caterina Camerata Scovazzo, presidente dell'Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi, l'ufficialità di una eventuale posizione sul tema. Quest'ultima, però, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Intorno alle 11 è iniziata la passeggiata di Matsuura: la prima tappa è stata al tempio di Giunone. Accanto al direttore dell'Unesco, c'era una guida turistica del luogo, utilizzata anche nel ruolo di traduttrice per i cronisti. Dopo un primo approccio fallito, il capo mondiale dell'Unesco è stato circondato e «costretto» a parlare. Con cortesia «made in Japan» e straordinaria dose di diplomazia, l'elegante direttore ha soddisfatto la fame della stampa locale. A chi gli chiedeva cosa pensasse del rigassificatore, ha risposto: «lo e mia moglie non siamo venuti ad Agrigento per parlare o vedere il progetto. Siamo venuti qui perché non ci siamo mai stati. Il rigassificatore è un tema che devono affrontare i tecnici». Secondo «round». Alla domanda sul paventato rischio di cancellazione della Valle dei Templi dalla mappa dei siti definiti patrimonio dell'umanità, Matsuura ha chiosato: «Non mi risulta che ciò possa avvenire». Chi, dunque, si attendeva che dal direttore generale dell'Unesco arrivasse quanto meno una posizione dubbiosa se non critica sulla fattibilità del terminale proposto da Enel nello spazio attiguo al porto empedoclino, sarà rimasto deluso. Matsuura ha poi rivolto un invito alle autorità locali a prestare sempre grande attenzione al problema dell'abusivismo edilizio. A parte un ruzzolone sui gradini in tufo ai piedi del tempio di Giunone, senza danni fisici, la visita lampo del diplomatico giapponese si è conclusa intorno alle 12,30, dopo un salto alla Kolymbetra e i saluti alle autorità presenti. Una visita prestigiosa dunque per Agrigento, una visita che, seppur in tono soft, potrebbe avere lasciato un segno.