Roma, ore 14 di ieri. Il Consiglio di Stato si pronuncia contro la sentenza del Tar accogliendo il ricorso presentato dal Ministero dei Beni culturali. Dunque, da oggi, la Regione potrebbe decidere di continuare nel suo progetto di clonazione dei Guerrieri. Ma questa sembra un'ipotesi davvero remota. Tanto remota che i vertici istituzionali reggini tendono a escluderla aggrappandosi alla parola data dal ministro Urbani. A cominciare dal sindaco Scopelliti: «La pronuncia dei giudici è meramente giurisdizionale, mentre sul fronte politico rimane l'impegno del ministro Giuliano Urbani in ordine alla valorizzazione dei due capolavori custoditi nel Museo nazionale della Magna Grecia. Un dato rimane inconfutabile: Reggio continuerà a svolgere un ruolo centrale nel dialogo con il Ministero e con gli altri enti, comprese le istituzioni estere, nella scelta delle strategie e dei programmi tesi a rilanciare l'immagine della città, attraverso i Bronzi. Oggi, a distanza di trent'anni, parlare di valorizzazione dei due reperti è un fatto positivo, ma questo confronto deve trovare una linea unitaria con la città nel ruolo di protagonista, rispetto alla marginalità della Regione Calabria». Il primo cittadino, nel ribadire «il no della città alla clonazione dei Bronzi» si dice disponibile «alla ricerca di altre formule di valorizzazione, peraltro già prospettate al ministro greco alla cultura nel corso della recente visita in Grecia». E dopo il sindaco anche il presidente della Provincia Fuda confida «nell'intelligenza e nella lungimiranza del ministro Urbani. Noi siamo fiduciosi - continua Fuda - di come Urbani saprà trattare la città e la provincia di Reggio». II presidente del Consiglio regionale Luigi Fedele conferma che «la decisione del Consiglio di Stato nulla cambia nella sostanza della questione. L'impegno di Urbani di sospendere la clonazione delle statue verrà mantenuto. Lo stesso ministro aveva già anticipato che qualunque fosse stato il verdetto dei giudici non avrebbe mai fatto clonare i due Guerrieri contro la volontà della città. A questo punto - prosegue Fedele - credo serva una seria riflessione sul rilancio del Museo nazionale della Magna Grecia e quindi dei Bronzi. È necessario mettere da parte personalismi, faziosità e beghe politiche che niente hanno a che vedere con la cultura. Bisogna lavorare in sinergia per ottenere il risultato migliore per valorizzare al massimo non solo Reggio ma anche la sua provincia e l'intera Regione». Categorico è anche il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri: «A prescindere dalle valutazioni del Consiglio di Stato che rispondono a logiche di tipo amministrativo resta incontestabile e incontrastabile la decisione politica assunta e confermata dal ministro Giuliano Urbani. Non credo, quindi, che la decisione del Consiglio di Stato per quanto sorprendente, possa cambiare il corso degli eventi, perché non si tratta di un problema burocratico-amministrativo ma di una questione di rilevanza culturale e sociale. Le parole di Urbani - conclude Gasparri -successive all'incauto avvio di una procedura burocratica, hanno risolto in modo incontrovertibile la questione. I Bronzi resteranno unici nella loro autenticità. E certamente tante persone dell'Italia e del mondo si recheranno a Reggio Calabria per vederli». Più cauti nelle loro dichiarazioni quelli del comitato contro la clonazione. Il segretario provinciale della Cgil Nino Costantino va giù pesante: «Non sono fra quelli che di solito hanno remore a criticare ed esprimere opinioni sulle sentenze e anche in quest'occasione penso di potermi esprimere pur aspettando di leggere le motivazioni. Tuttavia, il fatto che il Consiglio di Stato abbia stabilito di sospendere gli effetti della sentenza del Tar Calabria rappresenta senza dubbio un colpo durissimo alle giuste aspettative della città e di tutti coloro che pensavano e pensano che i Bronzi non bisogna clonarli, ma al contrario valorizzarli. È sbagliato oggi dire che l'ordinanza del Consiglio di Stato è una cosa che prescinde dalle dichiarazioni del ministro Urbani e degli altri che hanno cantato vittoria subito dopo quelle dichiarazioni. La verità è che oggi, ottenuta la sospensiva, la Giunta regionale può continuare nell'idea di clonare i Bronzi di Riace. Per questo motivo vedo una strategia tesa a colpire il movimento, a defraudare la città e a offendere i reggini. Resto convinto che c'è qualcuno che tira la fila. A questo punto bisogna reagire con estrema fermezza richiamando all'unità e alla mobilitazione tutta la città. Proporrò che il comitato contro la clonazione si riunisca il prossimo lunedì per stabilire posizioni e iniziative». E anche il coordinatore del comitato Francesco Ali è molto preoccupato: «Non bisogna nasconderci dietro il dito e bisogna essere estremamente chiari. Se il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar che annullava la clonazione dei Guerrieri, da subito la Regione sarà nelle condizioni di portare a compimento l'infausto progetto. Pertanto, appare giusto avviare nuove iniziative per contrastare un disegno che a questo punto aggiunge ulteriore confusione al quadro politico e istituzionale reggino, calabrese e nazionale. Dichiarare di essere contrari alla clonazione dei Bronzi e poi porre in essere atti amministrativi che riaprono la partita è una contraddizione in termini che ogni reggino sarà in grado di valutare». Infine l'on. Fortunato Alì: «La sospensione da parte del Consiglio di Stato della decisione del Tar costituisce motivo di preoccupazione per il Comitato difesa identità Bronzi dal momento che gli sviluppi della situazione possono essere imprevedibili al di là dell'impegno formale assunto dal ministro. Bisogna adottare le più decise iniziative volte a scongiurare il pericolo della clonazione. Resta ferma la vigilanza nei riguardi di chi anche in ordine ai Bronzi ha assunto posizioni contro la città di Reggio e le sue legittime rivendicazioni».