Primo obiettivo: rilanciare Brera. Pinacoteca e Accademia. Il museo raddoppia nella sede storica e lateneo trasloca già dal prossimo anno nella caserma «Magenta» di via Mascheroni: «Il 2009 è lanno del bicentenario e della svolta». Una rinascita che viene certificata, oggi, nel «Protocollo dintesa per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale di Milano» firmato da Letizia Moratti e dai ministri per i Beni Culturali e della Difesa, Sandro Bondi e Ignazio La Russa. È il via ufficiale della Grande Brera: il restyling della Pinacoteca sarà chiuso per lExpo, mentre servirà un anno solo di lavori per il trasferimento dellAccademia. Ecco il patto per la Milano della cultura. «Primo esempio di accordo strategico fra Stato e realtà locali», sottolineano dal ministero: «Non è un patchwork dinterventi in corso, ma il filo conduttore di una logica di sviluppo complessiva, in prospettiva. Expo». Cè anzitutto Brera, certo. Con lampliamento a Palazzo Citterio: qui saranno sistemati biglietteria e bookshop della Pinacoteca, saranno esposti il patrimonio novecentesco, le collezioni Jesi e Zavattini, le donazioni dei privati (in primis la Fondazione Terruzzi). Non solo. R patto scrive il futuro di Palazzo di Giustizia, vincolato dalla Soprintendenza e liberato dal Tribunale (destinazione Porto di Mare): la sua valorizzazione culturale (nel rispetto della tutela) potrebbe arrivare con lapertura qui, e non più a Porta Vittoria, della Biblioteca europea. Il protocollo recepisce il restauro della Sala delle Asse di Leonardo da Vinci nel Castello e inquadra il Museo della Scienza con la sua «eredità» leonardesca. Infine, prevede un parco archeologico sulle rovine della città imperiale: la Milano romana sarà pronta nel 2013. A 1700 anni dalleditto di Costantino.