CAGLIARI. Dopo il fallimento dei vertici di venerdì, il Centrosinistra ritenta oggi un accordo in extremis sugli ultimi articoli della legge urbanistica. Domani il Consiglio regionale riprende a votare e la maggioranza rischia una clamorosa spaccatura: Renato Soru minaccia di votare «no» se sarà bocciato un emendamento della giunta contestato da una parte degli alleati. Sono tre gli argomenti ancora sul tappeto. Quello su cui c'è maggiore tensione politica è il tema del rapporto tra il potere della giunta e il potere del Consiglio regionale. Sinora sono state trovate molte mediazioni, soprattutto sulle procedure di approvazione del Documento di programmazione territoriale (Dpt), affidata al Consiglio, e del Piano paesaggistico regionale (Ppr), affidata alla giunta, ma con il vincolante controllo di coerenza da parte della commissione consiliare. Restano due emendamenti decisivi. Il primo è la richiesta della giunta di poter portare avanti con le vecchie regole (come viene concesso ai Comuni) gli atti di pianificazione già approvati. Il più importante, tra quelli avviati dalla giunta, è il Ppr delle zone interne (il Ppr già in vigore riguarda infatti solo la fascia costiera). Nel vertice tecnico di venerdì Soru ha chiesto, ponendo una sorta di questione di fiducia, che l'emendamento della giunta venga accolto. Una parte del Pd, quella vicina al presidente e alla segretaria regionale Francesca Barracciu, è favorevole, così come Rifondazione comunista del capogruppo Luciano Uras. Ma l'altra parte del Pd, Sinistra democratica e Partito socialista sono contrari. E venerdì lo ha spiegato a Soru proprio il relatore della legge in aula, Giuseppe Pirisi. I due si sono scontrati verbalmente e non c'è stato nessun accordo. «Abbiamo concordato e votato sul 95 per cento della legge - ha spiegato Pirisi - basandoci sul principio del consenso e quindi del coinvolgimento degli enti locali e del Consiglio regionale. Anche il Ppr delle zone interne, perché venga capito e attuato bene, deve nascere con la massima partecipazione, non si può immaginare che si possa fare rapidamente con le vecchie procedure che hanno provocato molte incomprensioni». Che il clima non sia sereno Renato Soru lo ha potuto verificare venerdì stesso, quando è saltato il vertice politico con tutti i consiglieri regionali del Centrosinistra: è saltato perché i presenti erano davvero pochini. Ed è per questo che Soru, non arrendendosi, ha deciso di forzare: se l'emendamento della giunta non passerà, egli voterà contro la legge nello scrutinio finale. Sarebbe una spaccatura clamorosa a pochi mesi dalle elezioni e alla vigilia della Finanziaria. C'è anche un altro emendamento che riguarda il braccio di ferro tra giunta e assemblea: è quello su una commissione di garanzia. L'esecutivo vuole nominare gli esperti, l'opposizione e una parte della maggioranza chiedono invece che le nomine siano del Consiglio. Mercoledì scorso la seduta era stata aggiornata a domani proprio mentre era in discussione questo punto: il rischio, infatti, era quello di spaccare il Centrosinistra a metà, con la giunta in minoranza. Nel vertici successivi i contrasti - almeno dentro il Pd - sembrano essersi attenuati. Ma il rischio politico, come s'è detto, è sempre presente sul primo tema. A dividere il Centrosinistra sono altri due argomenti. C'è quello delle zone agricole: anche in questo caso, l'opposizione e una parte della maggioranza vogliono attenuare i vincoli imposti dal Ppr e chiedono che sia sufficiente un'estensione di terreno di un ettaro per consentire al titolare di un'azienda agricola di farsi la casa in campagna. La difficoltà, però, sarebbe di ordine giuridico. L'altro argomento sono i vincoli costieri. Non riproposti quelli regionali del 1989 e del 1993 (quelle leggi vengono abrogate), il Consiglio regionale ha approvato un emendamento che si affida al Codice Urbani, che tutela la fascia di 300 metri. C'è da discutere un emendamento di Sinistra democratica (per i 500 metri) ma l'opposizione si oppone a una modifica orale per correggere un errore tecnico che lo rende non applicabile (infatti non si escludono dal vincolo le zone urbane). Se l'opposizione non cambia idea, Sd ritirerà l'emendamento. La questione dei vincoli costieri è stata sollevata anche dalle associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra. Dopo aver rilevato che «alcune novità già approvate sono certamente positive: dalla valutazione ambientale strategica sugli atti di pianificazione ai maggiori controlli sulla pianificazione comunale a - soprattutto - l'introduzione di poteri sostitutivi regionali per la demolizione degli abusi edilizi, più volte da noi richiesti», Stefano Deliperi ha sollevato qualche dubbio («c'è il rischio di fenomeni speculativi») sulla perequazione urbanistica. E ha rimarcato il dissenso per la mancata esplicita conferma del vincolo di inedificabilità lungo le coste (300 metri dal mare) e su altri beni ambientali. «Non basta - ha detto Deliperi - l'obbligo dei Comuni di tradurre il vincolo dei 300 metri dal mare negli strumenti urbanistici, come approvato, su emendamento della giunta: la norma si rivolge ai Comuni e non è immediatamente cogente erga omnes, cioè non ha efficacia verso tutti. E' stato detto a chiare lettere e non lo capisce solo chi non vuole capirlo: i vincoli di tutela integrale devono rimanere in legge e, se possibile, vanno ampliati».
SARDEGNA - La legge urbanistica all'ultimo braccio di ferro
Il Centrosinistra si ritenta oggi un accordo in extremis sugli ultimi articoli della legge urbanistica. Il Consiglio regionale riprende a votare e la maggioranza rischia una clamorosa spaccatura. Il tema più controverso è il rapporto tra il potere della giunta e il potere del Consiglio regionale. La giunta vuole mantenere le vecchie regole per gli atti di pianificazione già approvati, mentre il Consiglio vuole controllare meglio la pianificazione. Un emendamento della giunta riguarda il Piano paesaggistico regionale (Ppr) delle zone interne, che la giunta vuole portare avanti con le vecchie regole.
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