il convegno è concluso dal professor Luigi Nicolais, in qualità di segretario provinciale del Partito democratico. Iniziativa questa che segue laltra, assunta da altra corrente del Pd, nel luglio scorso, con la partecipazione del sottosegretario Scotti, del presidente della Regione, di altri docenti e altri esponenti della pubblica amministrazione. Intanto il Comune ha elaborato un dossier intitolato "Grande programma per il centro storico Unesco di Napoli", costituito da due elaborati: il primo di carattere generale e intenzionalmente programmatico, il secondo con indicazioni particolari. I bene informati parlano di 124 progetti dettagliatamente individuati, che ci si accinge a finanziare con i 220 milioni messi a disposizione da una iniziativa regionale che utilizza una parte dei fondi europei. Intanto ancora la commissione ispettiva dellUnesco, sollecitata dalle associazioni e dai comitati che da tempo sono attivi sullargomento, si è impegnata a una visita che avrà luogo nei primi giorni di dicembre. Ma le iniziative suddette, riferite come ho fatto sopra, pur slegate, scoordinate e talvolta contrastanti come sono, sembrano tutte porsi apparentemente come orientate a un positivo e fattivo risultato. In realtà le cose non stanno propriamente così. Innanzitutto, ognuna di esse è stata organizzata e gestita ignorando le altre: a luglio, la prima, senza invitare associazioni e comitati e senza le altre parti politiche; a Santa Maria La Nova, senza invitare associazioni e comitati, senza i rappresentanti della "cabina di regia" istituita dalla Regione, nonché senza un opportuno confronto con la parte che aveva organizzato lincontro di luglio; il Comune, senza sentire preventivamente associazioni, comitati, enti periferici dello Stato (che, come inutilmente da alcuni di noi ricordato, è unico responsabile del rapporto con lUnesco) e senza interessare la "cabina di regia" nei suoi componenti. Anzi, in questultimo caso, secretando addirittura i documenti elaborati, tanto che larchitetto Pulli, responsabile per il centro storico, ha dichiarato, a specifica richiesta del Comitato Città Antica, che non è stato elaborato alcun documento (e dobbiamo pensare che non ne sappia nulla neppure lui). Intanto, sembra che dei 220 milioni già una prima fetta di 50 sia stata riservata allAlbergo dei Poveri, edificio sul quale si affollano ormai le proposte di destinazioni duso, sotto legida di una generica formulazione di "città dei giovani", senza che si riesca a leggere uno straccio di programma operativo concretamente attuabile e coerente, per funzioni e fattibilità gestionale, con le caratteristiche del fabbricato e del luogo. Altri 60 milioni vengono indicati dalla soprintendenza ai Beni architettonici per il doveroso completamento di annosi lavori di restauro di monumenti da troppo tempo rimasti incompiuti. Resta così, già ora, la sola disponibilità di 110 milioni, appena sufficiente a pochi interventi. Ma il fatto più grave è che non si riesce a far passare la necessità che glinterventi sul centro storico siano comunque subordinati allindicazione di ruoli urbanisticamente ed economicamente individuati, cioè un metaprogetto che sia articolato in una vera e propria indagine preventiva delle condizioni attuali e delle cose da fare, e poi in una valutazione previa del rapporto tra costi e benefici. Invece, come da buona prassi amministrativa, si procede tirando la coperta (corta) di qua e di là, e navigando a vista. Così avviene anche che le progettazioni architettoniche vengano proposte e messe sul tappeto prima ancora che si sia deciso che cosa fare; anzi, si cerca attraverso le progettazioni architettoniche di veicolare surrettiziamente i loro contenuti, quasi che le soluzioni formali, distributive e tecniche dei problemi li anticipassero e li contenessero implicitamente, anziché esserne una delle possibili forme organizzative. Allo stesso tempo, nessuno si accorge che assai difficilmente le norme del Prg consentiranno, così come sono, buona parte deglinterventi proposti. Ciò corrisponde assai bene, da un lato, alla visione mediatica trionfante, congruente con lattuale percezione dellarchitettura che il potere politico ne ha, ma contraddice le regole metodologiche e le regole della partecipazione e della rappresentanza delle istanze civili. Inoltre, tale procedura azzera anche ogni trasparenza operativa, perché antepone limmanenza del fare su ogni altra cognizione del che cosa e come fare, premiando più la prontezza dei furbi che la riflessione dei saggi. E sappiamo quanto di questultima ci sarebbe bisogno. Possiamo fare un auspicio? Che una buona volta gli amministratori, i tecnici, glindustriali, gli enti periferici dello Stato, gli enti economici, le associazioni e i comitati cittadini trovino modo di darsi una o più occasioni programmatiche di confronto, per temi; senza preventive, pelose (e penose) esclusioni alla "palazzo Grazioli", tanto per fare un esempio di attualità, e ricordare ancora una volta, soprattutto a una certa parte politica, che le cattive abitudini vanno combattute, non copiate.
NAPOLI - sul centro storico si naviga a vista
Il convegno sul centro storico Unesco di Napoli è stato concluso dal professor Luigi Nicolais, segretario provinciale del Partito Democratico. L'iniziativa è stata organizzata senza coinvolgere associazioni e comitati, e senza un confronto con la "cabina di regia" istituita dalla Regione. Il Comune ha elaborato un dossier con 124 progetti per il centro storico, ma solo 110 milioni di euro sono disponibili per finanziare gli interventi. Le progettazioni architettoniche vengono proposte senza una valutazione previa del rapporto tra costi e benefici.
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