E Fondiaria dopo 20 anni potrebbe abbandonare la partita Linserimento degli edifici ha causato non poche tensioni tra i due enti pubblici e Palazzo Vecchio. E gli inquirenti vogliono capire «I soggetti pubblici che hanno autorizzato la variante di Castello non sono committenti qualsiasi, in quanto lintervento pubblico per decine e decine di milioni di euro risulta decisivo affinché loperazione di speculazione sia promossa sul mercato immobiliare. Difficilmente sul "libero mercato" ci sarebbe stato qualcuno disponibile a costruire qualcosa a fianco della pista dellaeroporto di Peretola, fra lautostrada e la ferrovia, e con la panoramica sul futuro inceneritore dei rifiuti... Senza i soldi pubblici loperazione Ligresti sarebbe rimasta al palo». Sono parole pronunciate nel 2006 dalla consigliera comunale Ornella De Zordo (UnaltracittàUnaltromondo). Si tratta di un giudizio politico, ma linchiesta per corruzione che ha coinvolto gli assessori Gianni Biagi e Graziano Cioni, il costruttore Salvatore Ligresti, due suoi collaboratori e due architetti sembra muoversi sulle stesse linee logiche. La procura contesta infatti agli assessori di essersi adoperati, in cambio di vantaggi per sé o per altri, per assicurare al Gruppo Ligresti «la massima valorizzazione dellinvestimento privato connesso allo sfruttamento urbanistico dellarea di Castello». E fra le carte allesame dei magistrati e dei carabinieri del Ros vi sono quelle relative allinserimento, nel nuovo grande quartiere progettato sui terreni di Fondiaria, delle sedi della Provincia e della Regione e di tre istituti scolastici. Un inserimento molto tormentato per i dubbi di Regione e Provincia, ma vivamente caldeggiato dal Comune di Firenze e certo gradito a Fondiaria, «visto che le destinazioni pubbliche costituiscono un motivo di valorizzazione immobiliare dellarea». Lo scriveva «Repubblica» il 2 maggio 2006 dopo un incontro fra lassessore allurbanistica Gianni Biagi e Salvatore Ligresti, nel corso del quale erano state ridisegnate «le coordinate del futuro quartiere nord-ovest». Nella riunione fu stabilito che il nuovo palazzo della Provincia e le tre scuole annesse, per un totale di 65 mila mq, sarebbero stati realizzati a sud dellarea, alle spalle della scuola dei Carabinieri e di fronte al parco di 80 ettari che dovrebbe costeggiare laeroporto. Il nuovo centro direzionale della Regione, invece, sarebbe sorto a nord, su 68 mila mq, a 500 metri dalla stazione di Castello. Un boulevard pedonale avrebbe collegato la piazza della Provincia con quella della Regione. In quella circostanza lassessore Biagi dichiarò: «Gli insediamenti pubblici adesso previsti rappresentano la "missione" dellarea di cui andavamo in cerca qualche anno fa». Nello stesso incontro fu confermato che i lavori di realizzazione del parco avrebbero preceduto le edificazioni, così come era stato assicurato da Salvatore Ligresti e dal sindaco Leonardo Domenici quando annunciarono che il 18 aprile 2005 era stata firmata la convenzione che dava il via alloperazione Castello. I lavori, fu detto, sarebbero cominciati nel 2006. Invece è scoppiata la grana di Provincia e Regione che non ne volevano sapere di andare a Castello alle condizioni convenute fra Comune e Fondiaria. Grana che ha provocato non poche tensioni fra i tre enti pubblici e che ha interessato molto gli inquirenti. Quando è tornato un po di sereno e Regione e Provincia hanno acconsentito a trasferirsi a Castello, ma alle loro condizioni, il Comune ha rilasciato le prime concessioni edilizie a Fondiaria. Siamo nellagosto scorso. Ma a differenza di ciò che era stato annunciato, del parco non si parla. Le concessioni riguardano le edificazioni private di Fondiaria e non il grande polmone verde che dovrebbe proteggere il nuovo quartiere dai rumori e dai vapori dellaeroporto. Tanto più che la sua sorte è a rischio dopo la proposta di costruire proprio a Castello il nuovo stadio di calcio proposto da Diego Della Valle. In questo infinito tormentone è piombata linchiesta. E non è escluso che in Fondiaria, stremata da oltre 20 anni di tentennamenti, serpeggi la tentazione di abbandonare la partita.