La nostra città mette sotto l'albero di Natale un pacchetto di grossi business immobiliari: totale oltre 55 milioni di euro la somma dei prezzi indicati come riferimento-base: e si arriva a 75 milioni di euro se si conteggiano le 119 vendite giudiziarie in pista. Questo stock di compravendite di edifici e appartamenti dà nell'occhio: perché arriva in tavola praticamente in contemporanea (e proprio mentre si annunciano l'arrivo del ciclone della crisi anche qui da noi); perché, soprattutto, si tratta in buona parte di operazioni di grossa taglia. Probabile, dunque, che richiamino l'attenzione di operatori di grosso calibro. Resta da capire quale impatto questo avrà non solo sul borsino del mattone (in termini economici) ma anche sugli eventuali affittuari (sotto il profilo sociale). L'affare Corallo. L'esempio lo offre il caso del Palazzo Corallo: vicino alle ex Acque della Salute sì ma da non confondere con le terme liberty in degrado di fronte al cavalcaferrovia. La Rovimmobiliare ha messo nero su bianco l'«invito a presentare manifestazione d'interesse all'acquisto sito in Livorno, piazza Dante 19-20». Già il fatto che l'asticella sia posta a 14,7 milioni di euro dice che non si tratta di un affare alla portata di qualunque operatore locale. Ma a interessare è soprattutto il soggetto che mette in vendita: Rovimmobiliare appartiene al 50, tramite la controllata del ramo immobiliare, alla Vittoria Assicurazioni (famiglia Acutis in tandem con colossi come Pirelli e Bnp Paribas, oltre a Banca Passadore e i tedeschi di Munchener Ruck). Chi ha in mano il pallino? La società Interimmobili controllata, tramite una immobiliare, da Vittoria Assicurazioni e Bnp Paribas. E' la stessa società, abituata a muoversi sullo scacchiere nazionale e con partner di mezza Europa, che gestisce un'altra grossa operazione immobiliare a neanche un chilometro di distanza: la trasformazione dell'ex Palazzo di vetro in un edificio con un centinaio di appartamenti più uffici e spazi di parcheggio. Lì però, invece che tramite la Rovimmobiliare, opera tramite il Fondo Teodora: il maxi-edificio in zona Cisternone l'ha acquistato dalla Roev Italia nel 2005, come confermato da Pirelli Reale Estate nel comunicato con cui Pirelli annunciava la nascita di questo fondo di durata decennale che ha messo insieme 10 grandi proprietà per un valore di 152 milioni di euro. «Riservato a investitori qualificati» (in «gran parte esteri»): ai quali ha garantito, secondo comunicazioni della società, uno standard del 30 annuo nel "dividend yield", cioè nella remumeratività misurata dal rapporto fra dividendo e prezzo per azione. Nel frattempo, la gestione è ora stata girata a Cordea Sevills, un gruppo internazionale nato in tandem con i maxi-fondi immobiliari londinese. Lo Stato venditore. Era stato venduto quattro anni fa dal patrimonio pubblico, dopo infiniti tentativi a vuoto, in un unico pacchetto con altri 50 grandi immobili a circa 51 milioni di euro (con una quotazione che, per la parte del fabbricato di viale Carducci costruito nel '69, era scesa dagli 8,4 milioni di euro iniziali fino a meno di tre). Questa è però storia di ieri: vale per capire che a Livorno il grande business immobiliare non è più in mano solo ai poteri forti locali. E ora all'asta. Nella settimana di metà dicembre altri due pezzi grossi torneranno sotto i riflettori delle compravendite: 15 milioni di euro il piede di partenza tanto per la torre alla Cigna quanto per Villa Pendola (che ha in pancia una licenza edilizia da 50 appartamenti nel parco fronte mare in zona Antignano). L'una porta la firma del Tribunale, l'altra è in mano all'azienda in cui il Comune di Siena ha fatto confluire i patrimoni di ex istituti di beneficienza come il Pendola per sordomuti. Il Grattacielo. Anche il "colosso" di piazza Roma è al centro dell'attenzione: ma qui la vendita, invece che in blocco, segue l'iter già avviato da anni polverizzato per singoli appartamenti. Rappresentano il grosso del pacchetto delle proprietà Inpdap targate Livorno in vendita dopo Befana. E' un gruppo in cui spicca la nostra città per numero di alloggi messi in vendita: ben 45 in uno stock di 190 in tutta Italia, solo a Venezia (76) se ne contano di più. Qualcosa del genere vale anche per il lotto di vendite Inail dopo il ponte dell'Immacolata: ben 24 case in centro. Ma il valzer delle vendite inizia già giovedì prossimo: Equitalia Gerit (la società di riscossione di Agenzia Entrate più Inps) mette in vendita un fabbricato commerciale pignorato a Collesalvetti. Adesso a 1,08 milioni di euro, che scenderanno a poco più di 720 mila se andrà buca e a meno di mezzo milione se risulterà deserto anche il secondo tentativo.