Non si fa attendere la replica alle parole del presidente del consorzio urbanistico Valleverde Pambianchi. Interviene Prenna Non si fa attendere la replica alle parole del presidente del consorzio Valleverde Graziano Pambianchi (foto), che nei giorni scorsi ha preso carta e penna per ribadire l'importanza della creazione dell'insediamento industriale e produttivo "Valleverde". Un insediamento che oltre a portare diversi milioni di euro nelle casse comunali, secondo Pambianchi rappresenta anche "una risposta concreta alle esigenze del mondo del lavoro in un momento di grave difficoltà economica". Questa volta è Umberto Prenna, che rigorosamente "a titolo personale, quale cittadino maceratese" controbatte partendo anche lui dagli anni '80, "quando fu fatta quella localizzazione". Ma all'epoca, "si usava ancora la benzina con il piombo, le auto non erano catalizzate, non si sentiva mai parlare né di polveri sottili, né di inquinamento, né di salvaguardia dell'ambiente nei termini che conosciamo oggi". L'ecologia, purtroppo era un argomento lontano, "misconosciuto". Ecco allora che, "trascorso un quarto di secolo", certe scelte "appaiono anacronistiche e pertanto sarebbe opportuno riconsiderarle". E visto che Pambianchi fa riferimento agli sviluppi della viabilità strettamente connessi alla lottizzazione "Valleverde", con particolare riferimento al nuovo "svincolo" della superstrada in zona San Claudio, Prenna prende in considerazione il lato nord, quello tra la valle del Chienti e quella del Potenza. Di questo, scrive Prenna "Pambianchi non ne parla", ma l'incremento del traffico che il nuovo insediamento comporterà, "dovrà necessariamente attraversare Macerata, utilizzando la strada provinciale Maceratese che nelle ore di punta è già al collasso specie nel tratto 'Vergini Cimitero'". Criticità che si sommano a quelle di ordine sociale e ambientale. Macerata, scrive Prenna, non è mai stata una città a vocazione manifatturiera, per cui "le aziende avranno necessità di manodopera importata, alla quale sarà necessario e doveroso offrire servizi quali sanità, istruzione, trasporti, ecc.". Di questo problema sociale nessuno parla, ma esiste. "Saranno dunque in grado di affrontarlo e risolverlo le nostre amministrazioni", viste le sempre più risicate risorse finanziarie? Sarà sufficente l'incremento di entrate fiscali?" si chiede ancora Prenna, mentre auspica che esista una simulazione in merito, e che questa venga portata a conoscenza della cittadinanza. C'è inoltre da tener conto delle emissioni di Co2, oggetto del Protocollo di Kyoto. Ogni nuovo insediamento, sia esso produttivo o commerciale, produce infatti un incremento di Anidride Carbonica. Anche questo "verrà in qualche modo compensato dal maggior introito ICI di cui parla il Presidente?" si chiede ancora Prenna che conclude la serie di interrogativi spiegando che, "il vantaggio di qualche imprenditore sarà contrapposto a grossi disagi e grandi problemi che ricadranno su tutta la collettività". Soprattutto perché si è voluto realizzare l'insediamento produttivo in una località mal servita da infrastrutture viarie, quando invece "la Valleverde poteva avere uno sviluppo turistico grazie alla bella chiesa di San Claudio, i ritrovamenti archeologici nei suoi pressi e l'ambiente ancora intatto". A.RU.,