Un miliardo e mezzo di euro a favore della ricerca nel periodo 2007-2013, vale a dire quattro volte il livello di investimento degli anni scorsi. «L'obiettivo è arrivare al 3 per cento del Pil, oltre la media europea del 2,5 per cento», ha spiegato Bassolino che ieri ha chiuso il «Tour della ricerca» sottolineando come la Campania sia tra le regioni che investono di più nell'innovazione. «Il tour - ha detto il governatore - evidenzia il percorso che abbiamo portato avanti in questi anni con le università e il mondo delle imprese. L'ascolto del territorio ha sollecitato idee e proposte. È molto importante la collaborazione che si è avuta con Confindustria nel corso del tour, come importanti e di rilievo sono gli interventi definiti nei settori strategici». Il miliardo e mezzo circa che la Regione investe proviene dai fondi Por e Fas regionali. A queste risorse andranno aggiunti i fondi Pon (circa 7 miliardi) e i Fas nazionali (altri 7 miliardi). Quattro le linee di intervento che la Regione ha individuato: attrazione dei giovani verso la formazione scientifica; maggior dialogo tra la domanda di innovazione del mercato e l'offerta di ricerca; incremento della quota di investimenti privati in ricerca; pubblica amministrazione come fattore propulsivo nel processo di innovazione. «Si tratta - ha spiegato Bassolino - di un percorso di crescita che abbiamo fatto in questi anni con una grande consapevolezza: il sapere rappresenta la vera e moderna ricchezza delle nazioni. Il costo dei prodotti è soprattutto determinato dall'investimento in ricerca, sviluppo, design, marketing, che sono dei veri e propri beni immateriali. Anni fa esisteva un forte divario tra l'Italia e le altre regioni d'Europa, come grande era il divario tra Nord e Sud. È in questo quadro che abbiamo operato grossi investimenti. La sfida è stata impegnativa. E mentre i governi che si sono succeduti in questi anni, sia di centrodestra che di centrosinistra, hanno ridotto gli investimenti nazionali in ricerca, noi invece abbiamo fortemente aumentato l'impegno della Regione su questo fronte». Dodici workshop, con oltre seicento partecipanti (il 35 per cento delle imprese): questi i numeri del «Tour della ricerca» che da settembre ha toccato i cinque capoluoghi di provincia. Biotecnologie, materiali, aerospazio, trasporti e logistica, energia e ambiente, agroalimentare e salute, beni culturali e turismo, sono gli ambiti strategici che la Regione ha individuato recependo le indicazioni emerse dal «Tour». Soddisfatto l'assessore regionale alla Ricerca Nicola Mazzocca ha posto l'accento sui centri regionali di competenza. «Hanno contribuito - ha spiegato - ad aggregare l'offerta di ricerca svolgendo un ruolo di collegamento con il mercato e il tessuto produttivo locale e internazionale. Ora siamo pronti per i distretti tecnologici. La Campania e le altre regioni del Mezzogiorno, insieme, possono fare massa critica per ridare alla ricerca e all'innovazione lo slancio e la centralità che meritano. Per dare continuità alla nostra azione la Campania si candida ad ospitare una giornata annuale dell'innovazione in cui si possa declinare il rapporto tra ricerca e sviluppo».