Contro la Soprintendenza: «Manca una linea guida coerente. Intervenga il ministro Bondi a mettere ordine». L'assessore Cadeo critico sui lavori alla Statale: otto anni di pubblicità per quattro di cantiere. La denuncia. Ristrutturazione dell'Università, Spazi per gli spot «venduti» per otto anni, ma il cantiere dura 4 «Pubblicità, basta deregulation intervenga Bondi» Comune contro il soprintendente sui cartelloni per i lavori alla Statale L'assessore: siamo ostaggi delle decisioni della Soprintendenza. Troppe polemiche sul museo del rock in piazza Duomo «Così non si può più lavorare. Intervenga il ministro Bondi e qualcuno stabilisca delle regole». L'assessore comunale all'Arredo Urbano, Maurizio Cadeo, se la prende con la Soprintendenza: «Sono tutte persone per bene e competenti. Ma davvero è impossibile capire secondo quali criteri diano e neghino le autorizzazioni. Con il risultato che il Comune è ostaggio delle loro decisioni». Non è la prima volta, a dire il vero, che dagli uffici di Palazzo Marino si alza un grido di dolore nei confronti della Soprintendenza: era successo quando si parlava di parcheggi o di gestione dei luoghi storie di Milano, a partire da piazza Duomo. Cadeo, oggi, pare davvero esasperato: «A volte sono rigidissimi, a volte pare che sbrachino. Di certo, serve una linea chiara per poter continuare a collaborare». Il caso ultimo che inquieta l'assessore è quello dei lavori di ristrutturazione alla Statale. «Abbiamo saputo - spiega che la Soprintendenza ha dato il benestare ai contenuti della convenzione firmata tra l'Università degli Studi e una società privata che si occupa di pubblicità». L'accordo consente l'installazione dei masi teli per un periodo di otto anni, a fronte dei quattro previsti per la durata del cantiere. Non solo: i "mezzi pubblicitari" non compariranno soltanto dalla parte di via Festa del Perdono, dove effettivamente si svolgeranno i lavori. Ma anche nella più trafficata e appetibile via Francesco Sforza, «non direttamente interessata dal restauro», come sottolinea Cadeo. Stiamo parlando, come specificato nei carteggi fra Comune e Soprintendenza, di un telo da 20 metri per 15, uno da 8 per 4 e uno da 12 per 12 «che deroga alle normali consuetudini che prevedono l'esposizione di pubblicità sui ponteggi installati sulle facciate oggetto di lavori». Cadeo collega questo benestare alla «rigidità forse un filo esagerata sul Savini o sulle installazioni di John Richmond ai Giardini di via Palestro». Sul dehor del Savini, in particolare, Cadeo ammette che «quei paraventi non andavano messi» (i gestori del ristorante hanno anzi scritto una lettera di scuse alla Soprintendenza, spiegando però il loro punto di vista) ma, aggiunge che «la Soprintendenza per un mese non ha risposto alla richiesta, che era stata avallata da due settori del Comune» E comunque, conclude, "il problema è sempre quello di tenere una linea unica. Perché davanti al Savini ci sono un bar e un fast food che il dehor lo hanno avuto? Qual è il principio? Perché un mese e mezzo di dehor al Savini non va bene e otto anni di maxiteli alla Statale sì?». Oppure in piazza Duomo: «Hanno fatto storie per il museo del Rock, che aveva anche una valenza culturale, e non dicono niente su tutti i tendoni di questi giorni? Fateci capire, dateci una linea guida». La convenzione L'accordo firmato tra l'Università degli Studi e una società privata che si occupa di pubblicità consente l'installazione di maxiteli per otto anni
Milano. Pubblicità sui cantieri. Troppi abusi, appello a Bondi
L'assessore comunale Maurizio Cadeo si è espresso contro la Soprintendenza per la mancanza di una linea guida coerente nelle autorizzazioni per i lavori alla Statale. Cadeo ha denunciato che il Comune è ostaggio delle decisioni della Soprintendenza e che la convenzione firmata tra l'Università e una società privata per la pubblicità consente l'installazione di maxiteli per otto anni, a fronte dei quattro previsti per la durata del cantiere. Cadeo ha anche criticato la rigidità della Soprintendenza, che ha negato le autorizzazioni per il Savini e ha richiesto un mese di risposta per la richiesta di dehor.
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