Parte da questo semplice elemento di fiducia il percorso del Pit concentrato sulle straordinarie risorse naturali, artistiche, culturali della terra cara a Virgilio e ad Orazio. Prende spunto, l'inedito patto, e si sviluppa attraverso la sinergia fra istituzioni centrali e locali, una novità per questa zona devastata dagli abusi edilizi, trascurata dal potere politico, frazionata nel passato da campanilismi ingiustificati e interessi inconfessabili. Grazie al tavolo di concertazione creato dal Pit, soprintendenze, organismi regionali e comunità locali per la prima volta insieme nella programmazione degli interventi di promozione del turismo, valorizzazione delle risorse produttive, restauro dei monumenti e del patrimonio ambientale, in pericolo dopo decenni di soprusi e speculazioni. Con quasi 200 milioni di fondi impegnati nei più importanti interventi di recupero strutturale e di conoscenza dei Campi Flegrei. Restituiti all'originale splendore lo stadio di Antonino Pio, il percorso sotterraneo del Rione Terra, il parco archeologico di Baia, il castello di Baia, con il nuovo museo flegreo, la città bassa di Cuma. Dai grandi eventi della cultura e dell'arte le occasioni più felici per far conoscere nel mondo le straordinarie risorse del territorio. Lirica, teatro, musica, danza, poesia: appuntamenti di enorme capacità di attrazione, per proiettare l'immagine dei campi ««ardenti» nell'olimpo del turismo internazionale. Dalle parole ai fatti: dopo tanti dibattiti, è il momento di passare dai programmi sperimentali ai valori di una moderna e funzionale industria dell'accoglienza, in grado di proporre nuovi modelli di sviluppo. Le suggestioni degli spettacoli allestiti dal San Carlo nella cornice delle antiche terme di Baia (diffuse in tutto il mondo dalle riprese della Rai) hanno avuto il merito di rilanciare gli scenari dei Campi Flegrei nel «retour» del terzo millennio. Nonostante l'emergenza rifiuti, gli spettacoli estivi sono riusciti a rilanciare la bellezza dei più famosi luoghi storici dell'itinerario tracciato dagli antichi romani. Dai ninfei del palatium di Baia alle suggestioni di Cuma, dall'arena dell'anfiteatro Flavio al dedalo del Rione Terra, la Pompei sotterranea puteolana, dai tesori del castello aragonese di Baia agli ambienti del tempio di Apollo, sulle sponde del lago d'Averno. Grande lirica, musica sinfonica, teatro classico per riconquistare gradualmente l'importanza turistica dei viaggiatori stranieri nel '700 e '800. Una sfida a tutto campo, per il futuro delle nuove generazioni. Caduta definitivamente l'opzione industriale, ai settori della cultura, della promozione turistica, della difesa del paesaggio, della ricerca scientifica sono affidate le prospettive di un comprensorio ricco come pochi altri al mondo, ma trascurato e male amministrato per decenni. L'importanza dei grandi spettacoli, al di là dei colori e delle note magiche di «Cavalleria Rusticana» e di «Carmen», al di là del genio di artisti come Maurizio Scaparro e Micha Van Hoecke, punta sulla necessità di imprimere una svolta alle vicende dei nostri giorni, spezzando la spirale delle emergenze ambientali per far conoscere le potenzialità straordinarie di una terra scelta dagli antichi romani come residenza privilegiata dell'impero. I Campi Flegrei hanno riscoperto negli ultimi anni l'orgoglio che sembrava perduto. Ora l'impegno è di incentivare l'offerta, trasformando l'incremento dei visitatori di transito in processi concreti di sviluppo delle produzioni economiche legate al turismo internazionale, alla produzione artistica, alle risorse della natura e della cultura. La scommessa è di portata storica: voltare pagina, battere il degrado per costruire un futuro segnato dai valori naturali, storici, artistici di un territorio a lungo mortificato dall'incuria dell'uomo oltre che dal bradisismo e dai terremoti ricorrenti.
CAMPANIA - Il ritorno dei Viaggiatori nel mitico comprensorio dei Campi Flegrei.
Il Pit ha lanciato un progetto per valorizzare le risorse naturali, artistiche e culturali dei Campi Flegrei, una zona devastata dagli abusi edilizi e trascurata dal potere politico. Grazie al tavolo di concertazione, soprintendenze, organismi regionali e comunità locali hanno lavorato insieme per promuovere il turismo, valorizzare le risorse produttive e restaurare i monumenti e il patrimonio ambientale. Il progetto ha impegnato quasi 200 milioni di fondi per interventi di recupero strutturale e di conoscenza dei Campi Flegrei. I grandi eventi culturali e artistici hanno avuto il merito di far conoscere le risorse del territorio nel mondo.
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