Il rigassificatore Nemmeno per idea perché gli ambientalisti di Agrigento, sindaco Zambuto in testa, non vogliono il rigassificatore dell'Enel a Porto Empedocle. E tirano fuori i grossi calibri dicendo che il direttore generale dell'Unesco, Koichiro Matsuura, verrà oggi nella Valle dei Templi. Ci verrà sì, ma in gita turistica, visto che la moglie è appassionata di cose siciliane e dato che si trova a Palermo per la Giornata mondiale di filosofia. Non sarà dunque una «ispezione», ma una gita. Il fronte del no aggiunge che (forse) incontrerà Salvatore Settis, presidente del consiglio nazionale dei Beni culturali, ma di lui non v'è traccia. E comunque Settis è uno che si oppone a tutto, anche alla riforma dei musei preparata dal manager Resca. Insomma, questo rigassificatore non s'ha da fare, come il matrimonio di Renzo e Lucia. Eppure gli empedoclini lo vogliono per le ricadute occupazionali e di sviluppo, il ministero dell'Ambiente e la Regione hanno dato parere positivo sull'impatto ambientale, e persino il presidente del Fai (Fondo ambiente Italia), Giulia Maria Crespi, aveva detto che l'impianto per la provincia agrigentina è «un'occasione da non perdere». Per queste parole è stata tirata in ballo anche il Fai che secondo gli ambientalisti si sarebbe offerto per «consulenze» all'Enel. Cosa non vera per la quale la signora Giulia Maria Crespi ha dovuto fare una categorica smentita. Insomma, una serie di topiche. A prescindere dal fatto che il rigassificatore serve al Paese per sganciarsi dalla dipendenza energetica, il «comitato del no», che adirà «tutte le possibili sedi giudiziarie», sostiene che il rigassificatore avrà torri da 47 metri, il che per la verità non ci risulta da nessuna parte, visto che il progetto prevede l'incassamento sotto terra. Ma tant'è: quando si tratta di protestare tutti gli argomenti sono buoni. La questione sarebbe facile da risolvere: basterebbe vedere il progetto, e se veramente esistessero queste torri di 47 metri che disturberebbero la visione dei Templi (distanti 4,7 chilometri) gli ambientalisti avrebbero tutte le ragioni di questo mondo. Se invece non ci sono torri di nessun genere, la protesta non avrebbe senso. Vogliamo andare a vedere? Nel frattempo il commissario europeo Stavros Dimas, stando al fronte del no, avrebbe chiesto «chiarimenti urgenti» alla Regione. E l'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giuseppe Sorbello, che tra l'altro i guasti ambientali li ha vissuti sulla pelle essendo sindaco di Melilli, dice: «Noi di recente non abbiamo ricevuto nulla né dal commissario Dimas, né da nessun altro dell'Unione europea o dall'Unesco. Oltre al ministero dell'Ambiente, anche la Regione ha valutato positivamente il Via sull'impatto ambientale per il rigassificatore di Porto Empedocle, esattamente il 10 aprile 2008. Non mi pare che ci fossero alte torri o qualcosa di simile nel progetto dell'Enel. Sostanzialmente finora è apparso tutto in regola. Però, poiché il sindaco di Agrigento ha presentato ricorso, mi riservo di effettuare un sopralluogo assieme all'assessorato Beni culturali per approfondire la questione. Se constateremo che esistono controindicazioni sul progetto dell'Enel e che l'impianto potrebbe danneggiare il Parco archeologico della Valle dei Templi, vedremo concretamente il da farsi. Comunque qui bisogna mettersi d'accordo. Vogliamo cercare energia più pulita, oppure alimentare ancora le centrali con oli combustibili e pet cock? E poi: è possibile dare agli imprenditori la certezza dei loro investimenti? Se poi non si deve fare nulla, allora è meglio chiudere bottega».