Da tempo c'è freddezza fra Palazzo San Giacomo e la sovrintendenza archeologica, nonostante lo scavo della metropolitana con i cantieri di piazza Nicola Amore e piazza Municipio stia contribuendo a far venire alla luce i tesori dell'antichità. Questioni di approccio alla materia diametralmente opposte alla base del mancato feeling. Ieri, tuttavia, c'è stato qualcosa di più. Valeria Sampaolo, sovrintendente reggente per i beni archeologici di Napoli ha organizzato un convegno dove ha illustrato attraverso diapositive i recenti ritrovamenti nei due cantieri, ma al tavolo non c'era nessuno del Comune, semplicemente perché non invitato. Spiega bene come stanno le cose Rachele Furfaro, assessore alla Cultura: «Credo che se accade una cosa del genere in città, come il ritrovamento di simili tesori, come minimo l'assessore alla Cultura debba essere invitato e invece così non è stato». Uno strappo vero e proprio quello consumatosi ieri che fa seguito ai mille piccole tensioni di queste ultime settimane, ultimo in ordine di tempo l'assenza anche di Giulia Parente, assessore ai Grandi Eventi, che comunque era attesa al convegno. Dissidi nati, oltre che sulla modalità, su come proseguire lo scavo anche per le modalità di comunicazione. Con il Comune che spende centinaia di milioni di euro per il metrò e, causa i ritrovamenti, vorrebbe dire alla città cosa sta emergendo per giustificare i ritardi con i quali termineranno i lavori. E dall'altro lato la sovrintendenza che invece ritiene di tenere «nascosti» quei tesori per necessità didattiche e di studio. Tant'è, ieri la Sampaolo ha intanto chiarito che la statua ritrovata a piazza Nicola Amore, la testa marmorea, non raffigura Nerone. «Più probabile che si tratti di un altro esponente di spicco della gens Giulio-Claudia, forse del nipote di Augusto, Germanico, o di un fratello dell'imperatore Caligola». Nerone o no, il ritrovamento di piazza Nicola Amore costringerà i tecnici ad una serie di accorgimenti nel prosieguo dei lavori del metrò: «Di certo la stazione Duomo non verrà spostata, non ci sono gli spazi. Ci saranno degli adattamenti al progetto per consentire la convivenza del moderno con l'antico che esisteva e che merita di essere conservato sul posto. Pensiamo, per esempio alla eliminazione delle scale mobili». Anche sui tempi di realizzazione ci potrebbero essere novità: l'idea è di smontare i reperti trovati, in particolare le mura e i resti dell'edificio, salvo ricollocarli a stazione ultimata nel posto in cui sono stati rinvenuti. Escamotage che consentirebbe ritardi minori rispetto a quelli prospettati. «Con il prosieguo degli scavi - conclude la Sampaolo - ci aspettiamo nuove scoperte: in particolare, da Piazza Municipio altri elementi caratterizzanti del porto. Per piazza Nicola Amore pensiamo che dovrà emergere l'edificio, il gymnasium, e la piazza antistante nella sua interezza. Gli scavi dovrebbero essere completati entro la fine dell'estate». Il Comune, anche alla luce di questo, accelera sul waterfront. Nella prima settimana di marzo è atteso in città Alvaro Siza, l'architetto portoghese che ha avuto mandato di disegnare la stazione, il museo che sorgerà dentro di essa e l'intera risistemazione dell'area monumentale di piazza Municipio. In via di definizione anche il progetto per il sottopasso di via Acton. La gara è stata avviata, in lizza cinque imprese, fra cui quella che ha scavato il tunnel della Manica e la metropolitana di Milano. Valore dell'appalto 70 milioni di euro.