Si preannunciava come un incontro infuocato, quello organizzato per martedì sera al teatro Mignon dal comitato Fiera Catena, sulla viabilità del quartiere. Non solo per la querelle tra Matteo Gaddi e Luciano Battù, risoltasi con la defezione del primo, ma soprattutto per l'oggetto principale del dibattito: il ponte sui bastioni. E, come da previsioni, le scintille non sono mancate. Ad aprire il dibattito Giampaolo Zapparoli del comitato Fiera Catena: «Ci chiediamo quali sono i motivi che impediscono la costruzione di un'opera a lungo richiesta dai cittadini, sempre con esiti vani». «Ogni città ha bisogno di una circonvallazione - ha sottolineato l'architetto Arnaldo Caleffi - quella di Mantova è incompleta, si limita alla sola direttrice lungolago-viale Pitentino, costringendo i veicoli a entrare in centro percorrendo i viali, corso Garibaldi e via Trieste. Con il ponte di Catena si potrebbe invece creare una vera circonvallazione, che consentirebbe alle auto di evitare l'attraversamento del centro». Ma l'ipotesi è stata scartata dallo studio Polaris, l'analisi condotta sui possibili scenari della viabilità elaborati a partire dal piano urbano del traffico. L'opera è stata bocciata non solo perché comporterebbe un incremento di veicoli sul lungolago Gonzaga, di cui si dovrebbe promuovere in futuro la 'naturale vocazione ad uso pedonale', ma anche perché avrebbe un impatto eccessivo sul profilo monumentale di Mantova. Lo skyline non si tocca: parola della Sovrintendenza, che sull'area ha posto un vincolo di tutela diretta. A confermarlo è Battù: «Questo non significa il blocco di ogni edificabilità, però resta il fatto che non è possibile modificare le sponde dei laghi e, di conseguenza, il ponte sui bastioni non è realizzabile. L'unica ipotesi possibile è quella di un ponte ciclopedonale». Una prospettiva bocciata dalla maggioranza dei cittadini presenti, una sessantina, che non hanno risparmiato parole forti. «Il ponte ciclopedonale è inutile: non ha senso portare fuori dalla città bici e pedoni per lasciare entrare le auto - ha ribattuto Caleffi - quanto al parere della Sovrintendenza, è strano che intanto in quella zona sia sorto un grande complesso residenziale, rispetto al quale il ponte sarebbe un'inezia». «Anche la circoscrizione centro è sempre stata favorevole al ponte - ha dichiarato il presidente Mario Ongari - nel frattempo si potrebbe considerare l'idea di alleggerire il traffico da sud a nord, imponendo alle auto lo stop in via Garibaldi all'incrocio con via Frattini». Un'ipotesi non gradita dai presenti, che preferirebbero la riapertura di via Trieste fino a via Cardone: misura bocciata da Battù, a causa delle code che si creerebbero in via Pomponazzo. La partita però non sembra del tutto chiusa: «Il ponte s'ha da fare - ha tuonato Maurizio Battesini - se necessario proporremo un referendum contro il parere della Sovrintendenza». E tra il pubblico c'era anche chi parlava di barricate e blocco del traffico in corso Garibaldi.
MANTOVA - Il comitato di Catena non molla: il ponte deve essere per le auto
Martedì sera al teatro Mignon si è svolto un dibattito sulla viabilità del quartiere, organizzato dal comitato Fiera Catena. L'oggetto principale del dibattito è stato il ponte sui bastioni, che è stato bocciato dallo studio Polaris a causa di un aumento dei veicoli sul lungolago Gonzaga e di un impatto eccessivo sul profilo monumentale di Mantova. La Sovrintendenza ha anche posto un vincolo di tutela diretta sull'area. I cittadini presenti hanno espresso forti opinioni contro il ponte ciclopedonale, che è stata bocciata dalla maggioranza. Alcuni hanno proposto alternative, come l'alleggerimento del traffico da sud a nord o la riapertura di via Trieste fino a via Cardone.
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