CAMPO DI GIOVE. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico, allertati dalla Soprintendenza d'Abruzzo, hanno avviato un'indagine sul caso delle antiche tavole di Sant'Eustachio, rubate nel 1902 a Campo di Giove e messe all'asta a Londra. E' stata chiesta anche la collaborazione dell'Interpol. La Soprintendenza spera di poter bloccare la vendita, prevista il 2 dicembre da Christie's. La Soprintendenza per i beni artistici e archeologici d'Abruzzo intende appellarsi alla convenzione Unidroit sul ritorno internazionale dei beni culturali rubati o illecitamente esportati. La convenzione è entrata in vigore il primo aprile 2000 e richiede, quale condizione per il pagamento di un equo indennizzo, la prova che il possessore del bene culturale rubato «non abbia saputo o non avrebbe dovuto ragionevolmente sapere che il bene era stato rubato e che possa provare che ha agito con la dovuta diligenza in occasione dell'acquisto». Condizioni che potrebbero valere anche per le 16 tavole trafugate nel 1902 dalla parrocchiale di Campo di Giove. Per ora la Soprintendenza, con l'intervento degli esperti dei carabinieri, spera di riuscire a bloccare la vendita, in attesa di interessare anche il ministero dei Beni culturali e intavolare una trattativa con la Gran Bretagna per riportare le opere in Italia. Quattro dipinti attualmente sono in possesso di un collezionista privato in Gran Bretagna e il 2 dicembre finiranno in vendita a un prezzo tra 100 e 150mila sterline (circa 214mila euro). Le tavole formavano il tabernacolo di Sant'Eustachio, nella parrocchiale di Campo di Giove, realizzato nel 1380. Il tabernacolo, dipinto da un artista anonimo, comprendeva sedici episodi della vita del Santo. Due di questi dipinti sono stati ritrovati in un museo negli Stati Uniti, un altro si trova all'Aquila. Dopo l'appello lanciato da Cristiana Pasqualetti , ricercatrice dell'Università dell'Aquila, affinché queste opere possano tornare in Abruzzo, c'è stata un'autentica mobilitazione. Da registrare anche l'intervento del vescovo della diocesi di Sulmona-Valva. «Al di là del valore artistico ed economico, le tavole raffiguranti le storie di Sant'Eustachio hanno un valore di fede», sottolinea monsignor Angelo Spina , «mi auguro che possano tornare, così tutti i fedeli potranno ammirarle». Un augurio condiviso da Alessandro Bencivenga , presidente dell'Archeoclub di Sulmona. «Non poter recuperare un'opera d'arte, soprattutto quando è stata trafugata», evidenzia Bencivenga, «rappresenta sempre una sconfitta. Spero che le opere siano almeno acquistate da un museo. Sarebbe il male minore, perché in questo modo potrebbero essere ammirate da chiunque. Il problema del recupero non si prospetta di facile soluzione. Ma si può mettere in atto un'azione di forza per riportarle in Abruzzo, dimostrando che sono state rubate». (ha collaborato Chiara Buccini)