CAGLIARI. Dopo i contrasti che hanno provocato il nuovo rinvio delle votazioni della legge urbanistica, era stato annunciato un vertice del Centrosinistra. Invece Renato Soru ne ha convocato due, entrambi per questa mattina. Uno «tecnico», con capigruppo e membri della commissione, l'altro «politico», con tutti i consiglieri regionali di maggioranza. Ma molti hanno detto che non andranno. In vista della ripresa delle votazioni (martedì in consiglio regionale) il tentativo del governatore di risolvere gli ultimi problemi della riforma urbanistica fa emergere non solo le divergenze di merito su alcuni emendamenti ma anche le questioni politiche (innanzitutto le primarie e lo scontro sulla leadership) che stanno condizionando la vita della coalizione in questa ultima fase della legislatura. Nel primo vertice, quello «tecnico», Soru ha convocato capigruppo e membri della commissione urbanistica per fare il punto sugli emendamenti e sugli articoli ancora da votare. Tre le questioni da affrontare. La più importante sul piano politico è quella dei poteri della giunta. Ci sono due emendamenti: su uno (la nomina di una commissione di garanzia) il Pd sembra aver trovato un'intesa nella riunione del gruppo svoltasi mercoledì sera, sull'altro restano i contrasti forti: Soru chiede che anche la Regione, non solo i Comuni, sia autorizzata a portare avanti gli atti di pianificazione già avviati seguendo le vecchie procedure e non le nuove (che prevedono che i passaggi decisivi si svolgano in Consiglio). Lo scontro sarebbe sul Piano paesaggistico delle zone interne, che Soru vorrebbe varare rapidamente senza intralci e che invece una parte della maggioranza, oltre che l'opposizione, vuole affidare al controllo dell'assemblea. C'è anche chi ipotizza che Soru, usando le vecchie regole, possa modificare anche parti del Ppr attuale, quello della fascia costiera. Insomma, in gioco c'è una sorta di questione di fiducia: Soru sarebbe pronto a metterla per condizionare l'atteggiamento della maggioranza, una parte della quale non sembra invece disposta a fare cedimenti proprio ora dopo aver modificato, a favore del Consiglio, articoli importanti della nuova legge urbanistica. Non è un caso che decisione di non partecipare al vertice «politico» collegiale sia stata annunciata da Partito socialista, da Sinistra democratica e dalla corrente autonomista del Partito democratico, vale a dire le componenti del Centrosinistra che si sono dette a favore delle primarie di coalizione per poter sostenere un candidato in contrapposizione a Soru. L'altro punto controverso da discutere nei due vertici di oggi riguarda le zone agricole, particolarmente vincolate dall'attuale Ppr. Una parte della maggioranza chiede regole meno severe (ad esempio solo un ettari per poter costruire una casa in campagna), mentre la giunta sostiene che è impossibile modificare il Ppr attraverso la legge urbanistica. A diffondere la notizia delle assenze all'assemblea politica odierna, sono stati ieri pomeriggio Antonello Licheri e Renato Cugini (entrambi di Sd), che durante il lungo esame della legge urbanistica in Consiglio regionale si sono schierati spesso contro la linea della giunta. Per i socialisti, il segretario Peppino Balia non ha voluto fare dichiarazioni: «C'è martedì una riunione dei segretari di maggioranza convocata dal Pd su come affrontare le elezioni, non vogliamo anticipare nulla». Quando alla corrente autonomista del Pd, capeggiata in Consiglio da Silvio Lai, è stato fatto trapelare che parteciperà alla riunione «tecnica» ma non all'assemblea politica, perché questo appuntamento «è imbarazzante» dato che «sono due anni che la giunta non ci convoca neppure sulla Finanziaria» e che «gli argomenti dell'urbanistica non sono tali da discutere tutti insieme». Secondo la corrente che si oppone alla segreteria di Francesca Barracciu, «è sbagliato drammatizzare la vicenda in questo modo». Ora si vedrà quali saranno gli sviluppi. Fonti vicine a Soru negano che si voglia drammatizzare politicamente la vicenda e che ci sono invece solo questioni tecniche da chiarire. «Il clima - ha detto Chicco Porcu - è migliorato già nella riunione del gruppo del Pd, per cui non c'è alcun rischio che la legge venga bloccata. Bisogna stare attenti con le modifiche perché poi non venga impugnata dal governo».