ROMA. Il restauro «con verande» della casina Valadier a Roma ha innescate un durissimo scontro tra la soprintendenza del ministero per i Beni e le attività culturali e quella del Comune. {Soprintendente contro soprintendente, E la meglio, almeno per ora, l'ha avuta lo Stato: il restauro è stato bloccato e al riapertura della storica palazzina liberty rischia di slittare ancora Tutto era cominciato per iniziativa dell'assessore dell'ambiente del I municipio Danilo Nuccetelli che, presa carta e penna, aveva chiesto un intervento energico al primo cittadino della Capitale, Walter Veltroni. Una protesta rimasta inevasa. Poi, l'intervento dei Beni culturali. Che le cose non siano andate secondo i piani iniziali del resto lo testimonia la stessa società (la Grande cucina Spa, con azionisti tra gli altri Carlo De benedetti, Franco Sensi, Vittorio Ripa di Meana) che gestirà il prestigioso edificio immerso nel parco del Pincio. Sul sito www.casinavaladier.net dissarà navigabile solo in primavera e cioè alla chiusura presunta) del cantiere si trova infatti scritto a chiare lettere la società Abt di Roma, guidata dall'architetto Piercarlo Rampini (che ne è presidente ndr), ha realizzato un restauro fedele al progetto originario; oltre alle opere di consolidamento, sono stati rimossi le verande e i controsoffitti aggiunti nel corso degli anni». Al contrario, le verande ci sono eccome. Verande peraltro che non si guferebbero, per la struttura e i materiali scelti, ghisa e vetro, in un condominio della periferia romana Ma nel sito si legge ancora: «È stata ricostruita l'originale copertura a crociera e recuperati i materiali dell'epoca: travertino, decori in marmo pavonazzetto e cotto delle fornaci laziali. La stessa fedeltà al progetto del Valadier ha improntato il restauro botanico e architettonico dei giardini». Il tutto - si sottolinea con orgoglio - senza rinunciare ai benefici del terzo millennio come l'impianto di condizionamento dei locali. E le verande? L'architetto Piercarlo Rampini minimizza, spiega che sono state sostituite quelle «brutte e sbilenche» che occupavano le terrazze della Casina con strutture dalla tenuta più affidabile sebbene maggiormente visibili. «La veranda - ha sostenuto Rampini intervistato dal "Corriere della Sera" - non può anche non piacere, ma fu autorizzata dal Comune nel 1915». Rampini del resto conosce bene la questione dal momento che dopo essere stato consigliere comunale a Roma - eletto nel 1993 nella lista Pannella che sosteneva la candidatura a sindaco di Francesco Rutelli - ha ricoperto dal '97 l'incarico di Presidente della commissione consiliare Urbanistica della Capitale. Il sodalizio con l'ex sindaco della Capitale e con l'Ulivo si è rinnovato con la sua candidatura alle elezioni regionali del Lazio nel 2000 per i Democratici e più ancora con l'incarico, che tuttora ricopre, di tesoriere della Margherita a Roma.
Abusi edilizi alla storica Casina Valadier di Roma: nel mirino dei Beni culturali il tesoriere della Margherita
Il restauro della casina Valadier a Roma è stato bloccato e il suo riapertura è stata posticipata. Il progetto era stato iniziato dall'assessore dell'ambiente del I municipio Danilo Nuccetelli, ma non era stato approvato dal Comune. I Beni culturali hanno intervento e hanno autorizzato il restauro della società Abt di Roma, guidata dall'architetto Piercarlo Rampini. Il restauro è stato fatto fedele al progetto originario, con la riproduzione delle verande e dei controsoffitti aggiunti nel corso degli anni. Tuttavia, le verande non sono state sostituite con strutture più affidabili, ma sono state mantenute come parte del progetto.
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