"Non credo che i beni culturali siano un profit center, c'é un patrimonio da valorizzare al massimo, certo non da rovinare, trasformandolo nel perno di un indotto suscettibile di una crescita imprevedibile": lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera Mario Resca, ex Chase Manhattan Bank, ex presidente e amministratore delegato di McDonald's Italia, ora presidente del Casinò di Campione e nuovo supermanager dei musei e delle aree culturali scelto dal del ministro per i beni culturali Sandro Bondi. Resca replica ai critici, da Francesco Rutelli ("Mi accusa di aver paragonato il patrimonio al petrolio, ma immaginavo solo un tesoro nascosto") a Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza, per il quale "siamo al fast food dei beni culturali": "E' un gioco facile e scontato ironizzare sugli hambuger", replica Resca, che dice di essere orgoglioso di aver creato in McDonald's Italia 12 mila nuovi posti di lavoro, ma ricorda di aver anche spinto Carlo Petrini a inventarsi lo Slow Food. E a Salvatore Settis, che ha chiesto a Bondi di sospendere la riforma, risponde: "Se davvero va bene così, allora lasciamo tutto com'é". Per Resca, "occorre fare sistema, creare una rete, decine di imprenditori sono pronti a impegnarsi economicamente assicurando sponsorizzazioni". I musei a suo avviso dovrebbero essere aperti sette giorni su sette ("si può studiare il progetto con i sindacati, si potrebbe aumentare l'occupazione del 10"). E condivide la proposta dell'assessore campano alla Cultura Claudio Velardi di aprire il sito di Pompei ai set. "Se le regole vengono osservate, è un modo persino per rendere più popolare il messaggio culturale grazie alla tv, al cinema. Lo stesso può valere per il Colosseo e altri luoghi". (ANSA). MV S0B QBXB