Domani a Como Salvatore Settis, il direttore della "Normale" di Pisa, culla del sapere per eccellenza, lancerà lallarme: in Italia è emergenza per la tutela del paesaggio e dei beni culturali che esso ospita. «Sono anni che vado ripetendolo. Nonostante le normative e tutti i tentativi compiuti per arginare le falle, il consumo del territorio e dei suoi tesori si è sempre più accentuato, anzi si è assistito negli ultimi anni a unimpressionante escalation, specie in alcune regioni come la Liguria». Settis è tra i massimi studiosi del mondo antico, ma anche uno dei più strenui difensori dei beni culturali nel nostro Paese. Domani alle 21 parlerà sul tema "Dalla protezione delle antichità alla tutela del paesaggio in Italia" alla Biblioteca comunale di piazzetta Lucati 1, a Como, nellambito degli incontri della Fondazione Antonio Ratti. «Lemergenza è aggravata - prosegue Settis - dalla scarsità di risorse economiche. La recente Finanziaria ha azzerato il bilancio del ministero dei Beni culturali; nonostante la buona volontà dichiarata dal ministro Sandro Bondi il futuro non potrà essere quindi che a tinte fosche e cè da chiedersi come andranno avanti le azioni di tutela, in una situazione di questo tipo. Il fenomeno dello scempio è sempre più radicato, in un Paese come il nostro che ha unaltissima densità di beni culturali, e daltra parte la cultura è sempre più considerata un lusso, un ramo secco da tagliare in tempi di crisi». Lo diceva del resto anche lo scrittore André Malraux quando de Gaulle gli affidò il ministero della Cultura francese. Settis, è indifferente anche lopinione pubblica? «Direi di no, e lo testimonia lattività di vari sodalizi come il Fai e Italia Nostra. Peccato però che lindignazione e il volontariato non abbiano conquistato uno spazio politico presso nessuno dei partiti dellarco costituzionale, e neanche una platea mediatica degna. I salotti tv di solito sono il regno della superficiali tà. La cultura è vissuta insomma come un peso più che come risorsa». A Como tiene banco la polemica sulle grandi mostre. Che ne pensa? «Sono unopportunità molto positiva se finalizzate alla conoscenza del patrimonio stabile di una città».