Esperti di politiche culturali, architetti, urbanisti e artisti a confronto domani al castello svevo di Bari Il convegno promosso dalla Lum coniuga il tema della creatività con quello della rigenerazione urbana Fra i progetti la realizzazione di un contenitore mobile a Punta Perotti dove gli artisti possano liberamente esprimersi Restucci: "Le istituzioni prestino ascolto" Convegno al castello svevo a margine del premio Lum. "Realizzeremo un hangar per le opere degli artisti" Quando larte pubblica trasforma la città Urbanistica, architettura e arti figurative insieme al lavoro perché solo lintreccio delle discipline può migliorare la città. Da questo assunto nasce il convegno "Arte pubblica e rigenerazione urbana" promosso dalla Lum, in programma domani al castello svevo di Bari. A confronto esperti di politiche culturali, architetti, urbanisti, politici, artisti, collezionisti, critici italiani e stranieri. E sullo sfondo il progetto di realizzare a parco Perotti un contenitore-laboratorio nel quali gli artisti possano creare ed esporre le proprie opere. Un disegno di città del futuro che viene da molto, molto lontano. Dal Quattrocento, quando lumanista e cancelliere dei Medici Leonardo Bruni scrive la Laudatio florentinae urbis. È necessario, sostiene, che urbanistica, architettura e arti figurative lavorino insieme perché solo lintreccio delle discipline può migliorare la città. Si ragionerà di questo nel convegno "Arte pubblica e rigenerazione urbana" promosso dalla Lum, Libera università mediterranea, in programma domani per tutto il giorno al castello svevo di Bari. Si ritroveranno esperti di politiche culturali, architetti, urbanisti, politici, artisti, collezionisti, critici italiani e stranieri. Stati generali nei quali, a margine del Premio Lum per larte contemporanea i cui quindici artisti saranno presentati questo pomeriggio alle 17 a Casamassima, ci sinterrogherà sul concetto di arte che trasforma le città e di città che, in alleanza con i politici, vogliano cambiare. «Viviamo un paradosso - spiega Vito Labarile, collezionista e responsabile del Premio - nel Settecento e nellOttocento, in assenza di una legislazione in materia di urbanistica, si riuscivano a fare città a misura duomo. Negli ultimi cinquanta anni, leggi alla mano, siamo riusciti a massacrare le nostre città». Lintervento che allarte si richiede per modificare questo stato delle cose è immediato e diretto. «Ci sono in città non luoghi come Punta Perotti, la caserma Rossani, larea del nodo ferroviario, quella del porto o della Fiera del Levante che potrebbero ospitare delle kunsthalle, laboratori nei quali gli artisti possano creare, ma anche esporre e condividere immediatamente le proprie opere con il pubblico senza la mediazione di gallerie o musei». Un luogo di incroci che rivitalizzerebbe subito la zona che lo ospita e che già comincia a diventare una realtà, come si comprenderà alla fine del convegno di domani. Nel segno di un "mecenatismo educato e non esibizionista", è stato elaborato il progetto di una kunsthalle assai simile a un hangar per unestensione complessiva di un paio di migliaio di metri quadri da mettere a disposizione della città in uno dei non luoghi menzionati. A questo punto verrebbe da pensare che, anche alla luce della volontà espressa dal sindaco Emiliano circa la costruzione di un Museo di arte contemporanea a Punta Perotti, forse proprio quellansa di città affacciata sul mare potrebbe diventare un nuovo centro propulsore dellarte al servizio pubblico. Magari usando come primo passo, questo hangar che, tra laltro, è pensato anche come contenitore "mobile". Amerigo Restucci, docente di Storia dellArchitettura allUniversità di Venezia e tra gli ospiti del convegno, traccia un percorso a suo dire "schematico" e molto efficace. «Bari è una città che si modifica continuamente, ma non in meglio. Ogni atto di rigenerazione deve passare invece attraverso politiche culturali che tengano presente urbanistica, architettura e arte. Innanzitutto con lindividuazione di centri di quartiere come una biblioteca multimediale capace di attirare nel tempo libero giovani e meno giovani. Si parla di delinquenza a Bari, ma i ragazzi non sono aiutati dai servizi pubblici. Lurbanistica può rispondere se cè larchitettura che individua dei contenitori, edifici storici o nuovi. Larte, poi, può occupare quei contenitori facendo appello agli archivi istituzionali. Bari - aggiunge Restucci - ha avuto un ruolo nella pittura futurista: allora, si raccolgano i materiali dalle biblioteche, dalle accademie e si suggerisca una riflessione su quello che è stato. Per i giovani artisti è fondamentale non dover guardare sempre fuori. Ma tutto questo è solo un parlare se non ci sono politici che vogliano mettersi in ascolto». Cosa che si dichiara disponibile a fare lassessore alla Cultura della Regione, Silvia Godelli, tra gli ospiti del convegno. «È meritorio che unUniversità privata simpegni al di là dei propri compiti culturali. È una linea di lavoro che condivido anche perché un accordo di programma e fondi strutturali sono pronti per larte contemporanea».