E ora Cleveland. Dopo Boston, Princeton, il Getty di Malibu e il Metropolitan di New York, anche il museo di Cleveland è sceso a patti con lItalia. E restituisce 14 gioielli archeologici delle sue bacheche, riconoscendone la natura di opere darte trafugate. Arriveranno entro tre mesi: rari bronzetti nuragici, lekythos e askos campani, crateri, vasi siciliani, coppe ed epichysis apule, braccialetti dellEtruria. E cè anche, primo oggetto non archeologico restituito, una croce del 1300 rubata da una chiesa del senese. Mancano allappello e sono oggetto di unulteriore trattativa, da concludere entro sei mesi, le due opere più vistose e belle, lApollo «sauròktonos» (un bronzo col dio che uccide la lucertola, attribuito a Prassitele) e una «vittoria alata» probabile corredo funerario di una tomba dellarea Ercolano-Pompei. Anche lultimo museo americano costretto a trattative dal governo italiano ha sottoscritto ieri a Roma laccordo di restituzione. Dopo due anni di trattative Cleveland, Ohio, dice sì al ritorno in Italia di 14 opere che come ha ricordato il ministro dei beni culturali Sandro Bondi saranno esposte in un luogo ancora da definire e poi istradate alle rispettive collocazioni (già deciso il comune di SantAntioco, in Sardegna, per il bronzetto nuragico del «cacciatore» del 600 a.C. e la chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo di Trequanda nel senese per la Croce del 1300). Atmosfera da grandi occasioni, ieri, per il gentlemens agreement officiato nellaustera sala della biblioteca del Collegio Romano. Accanto a Bondi, il direttore del Museo di Cleveland Timothy Rub. E poi tutto lo staff del ministero che con i carabinieri della Tutela Culturale ha curato la trattativa, avvocato dello stato Maurizio Fiorilli in testa. Rub invece era attorniato dai suoi avvocati Usa e italiani. Tra le opere più belle tornano dunque un bellissimo «Vaso a porcellino» della Sicilia IV secolo a.C., un «Rython» a testa di mulo del IV secolo a.C., un cratere apulo a volute rosse del pittore Dario (330 a.C.), un «askos campano a forma duccello» (fine 1V secolo a.C.), un cratere a colonnette corinzio del 6oo a.C., due coppie di «armille» (bracciali) dellEtruria del VI secolo a.C. Nella trattativa sono state usate foto trovate negli archivi di trafficanti come lo svizzero Becchina (quella del «cacciatore» nuragico, un bronzetto che viene venduto a prezzi di mercato (illegale) calcolati a millimetro). La croce rubata a Trequanda era stata invece denunciata dal parroco solo nel 1991: il museo laveva intanto acquistata per 300 mila dollari. Restano lApollo e la «Nike» oggetto di una speciale commissione. LApollo vanta una storia avventurosa: venduto a Cleveland da due fratelli libanesi di Phoenix chiacchierati anche come fiancheggiatori di Hamas è stato dichiarato proveniente dalla Germania allora dellEst, con unesxpertise di unarcheologa rumena. Purtroppo per Cleveland porta su di sé i segni di una combustione, tipica dellarea eruttiva Pompei-Ercolano. Da li viene, ci sono pochi dubbi.