Come in un disegno di Peynet, il nome di Jorge e quello di Zelia, erano miniaturizzati in un piccolo cuore affrescato sullazulejo in cima alla scale che introducevano alla casa di Rio Vermelho e al giardino ombreggiato da un albero di mango. Jorge Amado e la moglie Zelia Gattai amavano questa dimora che dalla collina guarda il mare di Salvador, nella quale vissero dopo gli anni dellesilio e che ora rischia di andare in rovina. Doveva diventare un museo-memoriale del grande scrittore brasiliano ma, nonostante le promesse di molti politici e persino del presidente Lula, il progetto non è mai decollato, e il tempo, che non fa sconti né agli uomini né alle loro cose, minaccia di cancellare la «memoria» di Rio Vermelho. Per evitare che ciò accada Paloma e Jorge, figli di Amado, hanno deciso di finanziare la ristrutturazione mettendo allasta una parte della collezione dello scrittore: 600 su 1.400 tra tele, acquerelli, disegni, incisioni ceramiche di artisti come Lasar Segal, Djanira, Carybé, Carlos Seliar, Diego Riveira, Flavio de Carvalho, Percy Deane. Ci sono anche una scultura e una in ceramica di Picasso che Amado ha frequentato in Europa. Le opere sinora conservate nelle due residenze dello scrittore a Salvador e in quelle di Copacabana e Parigi, vengono battute a unasta che in corso a Rio de Janeiro fino al 21 novembre. S.T