«Volete sapere quando verrà inaugurata la nuova uscita degli Uffizi? Basta chiedere a Benetton quando aprirà i negozi nell'ex Capitol». È una battutaccia alla fiorentina, pronunciata ieri da un dipendente della Soprintendenza, a fotografare meglio di ogni altra considerazione le polemiche sul polo museale. Eppure, freddure a parte, in città sono molti a chiedersi come mai su un progetto da 60 milioni di euro, tutti pagati dal Governo, Palazzo Vecchio continui ad accanirsi per realizzare l'uscita firmata dall'architetto giapponese Arata Isozaki, giudicata da molti addetti ai lavori una vera e propria ingerenza architettonica nel complesso vasariano. In Comune si sono spesi più volte per difendere la pensilina in vetro e pietra serena che oscurerebbe la bellissima finestra della biblioteca Magliabechiana e con piloni che ricadrebbero giusto sul muro medievale studiato dagli esperti in questi mesi. Tiepide o contrarie le Soprintendenze, irremovibile il Ministro dei beni culturali, Giuliano Urbani, che ha preferito accantonare la questione e andare avanti con il restante 99 per cento del progetto dei Nuovi Uffizi. Il collegamento fra l'uscita del museo e piazza Castellani è comunque assicurato dalla rampa in cemento: non ceno un'opera d'arte ma ormai indistruttibile, tanto che è presente nello stesso progetto Isozaki. E appena al di là della strada (anzi, dello spazio dove avrebbe dovuto passare la tramvia) fra una «palla illuminata» e l'altra (installate giusto ieri) spunta il centro commerciale firmato Benetton nell'ex cinema Capitol, che aprirà i battenti proprio nelle stesse settimane in cui i turisti lasceranno gli Uffizi «da dietro». Un'idea vecchia quella dell'uscita su piazza Castellani, certo, che adesso però viene perseguita con grande perseveranza anche se i turisti in questa sistemazione provvisoria devono fare una gimkana di non poco conto per raggiungerla (e i disabili devono forzatamente tornare indietro). Secondo il ministro Urbani può bastare così. «Il progetto di Isozaki è ancora sub iudice», dice, aggiungendo che «non possiamo violentare Firenze, né essere intrusivi, perché questa è la città che ci ha insegnato l'armonia, che è il principio-cuore del Rinascimento». Ma il sindaco Leonardo Domenici persevera: «Per la nuova uscita degli Uffizi andremo avanti sulla base di quanto stabilito», anche se quest'opera - invisa anche alla maggior parte dei fiorentini - ormai interessa solo l'amministrazione di Palazzo Vecchio.