"Non sono stata invitata e non ho nulla da aggiungere. Poi traetene voi le conclusioni". È inaspettatamente di poche parole Anna Maria Petrioli Tofani, la direttrice della Galleria degli Uffizi la cui assenza, ieri mattina nel Salone Magliabechiano durante la conferenza stampa alla presenza del ministro Urbani, certo non è passata inosservata. Eppure, nel volume che illustra «Il Progetto dei Nuovi Uffizi», il suo intervento scritto è uno dei più lunghi e in molti attendevano di conoscere anche la sua posizione. «Non solo ho scritto un testo per il libro che anticipa come saranno i Nuovi Uffìzi - ha detto al telefono - ma sono anche l'autrice del 90 per cento del progetto. Non sono stata invitata né io né i miei collaboratori: a loro non è stato chiesto di scrivere neanche una riga su quel libro. Lo hanno permesso a persone arrivate da pochi mesi mentre altre che vi lavoravano da quindici anni sono state ignorate». E sulla tanto discussa pensilina dell'architetto giapponese Arata Isozaki, qual è la posizione della direttrice? «Prima di tutto non è una pensilina ma una loggia e poi credo che attorno a questa vicenda sia stato fai i o troppo fumo che ci ha fatto perdere di vista altre questioni ben più importanti. Comunque credo che sia necessario l'intervento di una nuova progettazione perché lasciare la struttura così coni "e è riduttivo. Firenze si merita ben altro. E poi l'architetto Isozaki, uno dei più grandi maestri di architettura contemporanea, ha studiato molto la realtà degli Uffizi e alla lunga, se la loggia verrà realizzata, sarà fatto un favore a Firenze».