Un convegno li attribuisce a Piero Gazzola e non al comasco Federico Frigerio Un convegno che si terrà a Verona il 28 e 29 novembre, incentrato sulla figura dell'architetto Piero Gazzola, (quello del motto «com'era, dov'era»), crea, a suo margine, polemica negli ambienti culturali comaschi e soprattutto tra chi pratica la storia dell'architettura, con particolare riferimento alle vicende locali. Il simposio veronese, incentrato sul tema Piero Gazzola (1908-1979), una strategia per i beni architettonici nel secondo Novecento. Conoscenza, tutela e valorizzazione nel contesto italiano e internazionale, pur citando tra i cantieri che segnarono l'ascesa professionale di Gazzola, dal Veneto ad Abu Simbel, anche quello per i restauri della cupola del Duomo di Como, non fa menzione di un personaggio che invece i comaschi reputano in prima linea tra coloro che effettuarono le scelte strategiche e metodologiche prima e durante gli interventi: l'architetto Federico Frigerio. opera dello juvarra La cupola, ultimata nel 1741 dall'architetto messinese Filippo Juvarra, chiamato in riva al Lario all'apice della propria carriera, era stata distrutta infatti, come è noto e come documenteranno anche i relatori del convegno di Verona, da un disastroso incendio, nel 1935. Da quel momento cominciò la delicata vicenda dei restauri in cui Gazzola, in qualità, come testimoniano i documenti di «giovane funzionario alla Sovrintendenza ai Monumenti di Lombardia», svolse il ruolo di direttore dei lavori. Una committenza importante in cui applicare il proprio credo ovvero quello di lavorare al restauro di monumenti preesistenti, in modo da ricostruire fedelmente le parti danneggiate dal tempo, seguendo i progetti originali degli autori delle opere e facendo tornare i monumenti alla struttura e alla forma originarie. Dunque, nel bene e nel male, è a Gazzola che si deve il restauro che ha dato i risultati ancora oggi visibili, con una ?ricostruzione? della cupola nelle forme e nelle strutture juvarriane, secondo i progetti tuttora conservati a Como. E di qui nasce la querelle storico-architettonica, dal momento che a Como, il nome di Gazzola è accompagnato (se non addirittura preceduto) nelle scelte riguardanti il restauro, da quello dell'architetto Federico Frigerio, comasco doc, che le cronache lariane dipingono come convinto sostenitore, (in anticipo, verrebbe da dire, sullo stesso direttore dei lavori) della teoria del «com'era, dov'era». acceso dibattito In particolare, molti documenti testimoniano di un acceso dibattito che si sviluppò a Como sul finire degli anni Trenta, in un clima complesso ma interessante soprattutto dal punto di vista artistico e culturale. Si citano come ?campioni? a confronto proprio l'architetto Frigerio, che poi sarebbe diventato collaboratore di Gazzola nel cantiere e responsabile di alcuni interventi sulla copertura del duomo comasco, contrapposto al ben più noto Giuseppe Terragni, le cui tesi però sarebbero state sconfitte a vantaggio di quelle sostenute dal primo. Detto questo è motivato lo sconcerto sorto da più parti, nel non veder citato Frigerio in riferimento al rifacimento della cupola. Un cantiere che, seguendo le argomentazioni del professor Amedeo Bellini, relatore del convegno, in un'intervista pubblicata qui a lato, suscita comunque non poche perplessità, in quanto legato ad una visione antiquata del restauro, vincolata ancora ad interventi di ricostruzione che oggi, ma già a partire dalla fine del primo decennio del Novecento, sono considerati ?falsi storici?. Gazzola o Frigerio, dunque, sostenitori di questa linea di intervento? L'argomento può meritare un ulteriore approfondimento da parte di studiosi, architetti e storici.
Cupola, l'enigma dei restauri
Un convegno si terrà a Verona il 28 e 29 novembre per discutere sulla figura dell'architetto Piero Gazzola. Il convegno, che si concentrerà sul tema della strategia per i beni architettonici nel secondo Novecento, creerà polemica tra gli ambienti culturali comaschi e gli storici dell'architettura. Il convegno non menziona l'architetto Federico Frigerio, che invece i comaschi reputano in prima linea tra coloro che hanno effettuato le scelte strategiche e metodologiche per il restauro della cupola del Duomo di Como. La cupola, ultimata nel 1741, fu distrutta da un incendio nel 1935 e fu restaurata da Gazzola.
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