Replica al sindaco: dopo i lavori le chiavi ai Beni culturali Il capo della giunta: "Mai ipotizzato alcun atto contro legge per entrare" Il 6 dicembre si apre. Ma soltanto per consentire al ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, di accompagnare il presidente della Repubblica in una visita al cantiere del Teatro Petruzzelli. Il governo non cambia idea. E sceglie la linea dura. Nonostante la presa di posizione del sindaco Michele Emiliano, la mobilitazione di larga parte del mondo della cultura e dello spettacolo e la mediazione politico-istituzionale avviata a livello centrale, il ministro Bondi ribadisce che la riapertura è rinviata a dopo la definizione delle questioni tecnico-giuridiche ancora in sospeso. Terminati i lavori - chiarisce - il commissario per la ricostruzione dovrà consegnare le chiavi del Teatro alla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia. I tempi si allungano, ma a giudizio del governo non allinfinito. Il ministro, infatti, in una nota precisa che «il governo intende riaprire al più presto il Teatro Petruzzelli seguendo un chiaro e legittimo iter tecnico, giuridico e amministrativo». Ancora una volta, Bondi bacchetta il sindaco Michele Emiliano. Infatti, rileva, è «incredibile e inaccettabile che il sindaco di Bari si ostini a voler riaprire anche con "atti di forza" un Teatro, distrutto da un incendio, in assenza di collaudo definitivo, certificato di prevenzione incendi, parere di agibilità della commissione di vigilanza sul pubblico spettacolo e in assenza di certezze giuridiche sulla futura gestione». Non solo. Il ministro «prende atto della indisponibilità del sindaco di Bari a comportamenti istituzionali in sintonia con la linea di legittimità tecnica, amministrativa e giuridica seguita dal governo». Dal canto suo, Bondi conferma limpegno del governo «affinché, parallelamente alle procedure autorizzative che devono avvenire nella massima serenità di tutti gli organi preposti e senza pressioni di sorta, si svolgano e si concludano in tempi brevissimi anche i lavori del tavolo tecnico fra il ministero, la famiglia Messeni Nemagna e gli enti territoriali, chiamato a risolvere tutte le delicatissime questioni giuridiche ancora insolute». Di qui, la decisione di consegnare, al termine dei lavori, le chiavi del teatro «alla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, organo periferico del ministero per i Beni e le attività culturali: solo una volta terminate le procedure autorizzative e i lavori del tavolo, la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia potrà consegnarle alla fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli di Bari». Il ministro invita inoltre il sindaco «a bandire una volta per tutte le polemiche e le strumentalizzazioni» e conferma la propria disponibilità ad essere a Bari il 6 dicembre. Non per inaugurare il teatro, ma «per accompagnare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme con il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e le autorità cittadine alla visita del cantiere di restauro del Teatro, nellimminenza del termine dei lavori». Il sindaco Michele Emiliano preferisce non commentare. Almeno per il momento, si limita a precisare di «non aver mai ipotizzato alcun atto contra legem per entrare nel Teatro Petruzzelli». Lennesima presa di posizione del ministro non lha messo di buon umore. Emiliano sperava nel buon esito della mediazione politico-istituzionale avviata a Roma anche dal Quirinale e da esponenti di spicco del Pd, a cominciare da Massimo DAlema. La questione è finita anche sul tavolo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che però ha dovuto prendere atto della volontà del ministro Bondi di non avallare la riapertura del Teatro Petruzzelli in una situazione tecnico-giuridica non ancora definita. A spingere per una soluzione in tempi brevi è anche lavvocato Ascanio Amenduni, legale del 75 per cento della proprietà privata. «È falso - dice in una nota - che i Messeni Nemagna ostacolerebbero la riapertura del Teatro Petruzzelli con pretese economiche. Devono essere gli enti pubblici ad adempiere quanto previsto nel protocollo dintesa. La vera festa per la riapertura deve coincidere con la cessazione di ogni contenzioso, o potrebbe altrimenti diventare pubblicità ingannevole». Amenduni non vuole più sentire parlare di esproprio. «Sarebbe antigiuridico, ma anche scarsamente etico - spiega - perché la famiglia Messeni Nemagna fu invitata a firmare il protocollo dintesa del 2002 proprio per evitare lesproprio».
BARI - Petruzzelli, linea dura di Bondi "Il 6 in cantiere con Napolitano"
Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ha confermato che la riapertura del Teatro Petruzzelli a Bari non è prevista per il 6 dicembre, come ipotizzato dal sindaco Michele Emiliano. Il ministro ha affermato che il governo non ha ipotizzato alcun atto contra legge per entrare nel teatro, e che la decisione di riaprire è rinviata a dopo la definizione delle questioni tecnico-giuridiche ancora in sospeso. Il ministro ha anche affermato che il governo intende riaprire il teatro al più presto, seguendo un chiaro e legittimo iter tecnico, giuridico e amministrativo.
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