Legge nuovamente rinviata a un passo dall'approvazione finale Trova sempre il modo per farsi del male, la maggioranza. Sulla legge urbanistica si ferma a pochi passi dal traguardo, rivelando nuove fratture che potrebbero addirittura far naufragare il provvedimento. Ieri doveva essere la giornata finale: «Proseguiremo a oltranza fino all'approvazione», aveva detto martedì il presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu, irritato per le richieste di sospensione provenienti dalla sua stessa coalizione. Ma a metà serata anche lui ha dovuto prendere atto dello stallo e accordare un rinvio addirittura a martedì prossimo, come proposto dal capogruppo Pd Antonio Biancu. I 300 METRI «Ci sono ancora pochi nodi da sciogliere, la maggioranza ha bisogno di un po' di tempo per chiudere bene la legge», ha detto Biancu. Non senza aggiungere «le scuse alla minoranza», che per bocca di Pierpaolo Vargiu (Riformatori) protestava per il nuovo stop. Il fatto è che i nodi saranno anche pochi, ma intricati assai. Uno è emerso nella discussione sul vincolo di inedificabilità nei 300 metri dal mare. Non era previsto dal testo, e perciò Rifondazione (e non solo) aveva denunciato un passo indietro rispetto alla precedente legge urbanistica, la 45 del 1989. Ieri è passato l'emendamento della Giunta che, per quella fascia, «recepisce i livelli di tutela e di vincolo di inedificabilità totale» del codice Urbani. Che però è una norma nazionale, cancellabile dal Parlamento senza che il Consiglio regionale possa farci niente. Per questo il Prc insiste (con un emendamento di Luciano Uras, ancora da discutere) perché si aggiunga un articolo che faccia salve «le norme di salvaguardia integrale» della legge 45. L'ARTICOLO 42 Ma il vero contrasto sembra quello sull'articolo 42, uno dei quattro ancora da approvare. Poiché la nuova legge modifica le procedure per l'approvazione dei Puc, la prima versione dell'articolo consente ai Comuni che hanno già iniziato l'iter di applicare le regole precedenti, senza ripartire da zero. Però la Giunta ha presentato un emendamento che concede tale facoltà anche a Regione e Province, per le loro pianificazioni. In questo modo, sospetta una parte della maggioranza, la Giunta potrebbe completare rapidamente il Ppr (varando la parte sulle zone interne) senza doversi adeguare agli indirizzi dati dal Consiglio con il Documento di programmazione territoriale. Vanificando così quella che, nella parte del centrosinistra meno vicina a Soru, veniva definita una «grande conquista» dell'assemblea: il fatto che la commissione consiliare dell'Urbanistica possa stoppare il Ppr, se registra la mancata coerenza con gli indirizzi del Dpt. C'è chi teme che su questo punto possa persino cadere l'intera legge. Molto dipenderà dalla posizione di Renato Soru. Se ne parlerà in un vertice di maggioranza, forse venerdì. Tra gli altri problemi aperti, anche la questione delle campagne (molti chiedono di riportare a un ettaro la superficie minima per costruire nei terreni agricoli). E poi la nomina (se spetti alla Giunta o al Consiglio) della commissione regionale del paesaggio: quella che ha titolo a porre vincoli, come per Tuvixeddu. Ieri la giornata si è quindi chiusa con l'approvazione di poche norme: tra queste, da segnalare la proposta del socialista Pierangelo Masia di consentire (a determinate condizioni) l'utilizzo dei sottotetti, per sfruttare meglio il patrimonio edilizio - già esistente - delle famiglie che hanno nuove esigenze abitative. L'OPPOSIZIONE «Sulla commissione regionale del paesaggio - protesta il forzista Giovanni Pileri - avevamo ritirato l'emendamento soppressivo perché alcuni in maggioranza si dicevano d'accordo sul fatto di attribuire la nomina al Consiglio. Poi invece su questo si sono spaccati di nuovo, forse Soru li ha convinti a fermarsi, e così hanno chiesto il nuovo rinvio». Sulla stessa linea Mario Floris (Uds): «Non si capisce perché la maggioranza voglia rinunciare a dare al Consiglio questa importante prerogativa. Vorrei ricordare che nella precedente legge urbanistica era sempre prevista l'indicazione consiliare di tre esperti da destinare a organismi analoghi». Per Silvestro Ladu (Fortza Paris) «l'ennesimo rinvio dimostra le lacerazioni interne alla maggioranza e al Pd. Questa legge è approdata in Consiglio solo con finalità elettoralistiche e di facciata, e per consolidare i già esorbitanti poteri della Giunta e di Soru. È uno strumento affrettato e pericoloso che rischia, se approvato, di peggiorare la già grave crisi economica della Sardegna».