Lallarme della Pittarello. Pochi custodi, visite impossibili, a gennaio cucine off-limits «Va a finire che lo chiudo Palazzo Reale. Non ce la faccio proprio a tenerlo aperto. Cè a Roma una direzione generale? Bene, vengano loro a risolvere questo annoso problema». Il direttore regionale per i Beni culturali Liliana Pittarello reagisce così allennesima protesta riguardante lex residenza, quella di un visitatore giunto da fuori Torino che domenica non è riuscito a vedere né il 2 piano, lunico aperto al pubblico nella parte aulica, né le cucine reali, accessibili dal 21 ottobre. Gli avevano prospettato più di due ore di attesa e la scelta fra i due percorsi di visita, entrambi guidati e previsti alla stessa ora, lui così ha scelto di andarsene. Una protesta non isolata, che segue le altre che periodicamente approdano in forma di lettera in redazione. «Chi si lamenta deve sapere che se non ci arriveranno custodi o fondi straordinari, l8 gennaio, esaurito il finanziamento della Compagnia di San Paolo per pagare gli straordinari ai custodi, chiuderemo le cucine - sbotta il direttore Daniela Biancolini -. Il cittadino torinese e il turista saranno maturi quando la smetteranno di protestare e capiranno che, come succede in altri musei in Europa, se non cè posto si torna a casa». Spesso bersaglio di critiche per la difficile accessibilità a un bene in realtà gettonatissimo, Biancolini si difende elencando gli innumerevoli problemi che si annidano tra quelle sale ricche di arredi sontuosi e stucchi dorati, teatro delle esistenze di vari sovrani, per ultimi i principi di Piemonte Umberto II e Maria José del Belgio. «Ma lo sa quanti custodi abbiamo? Erano 28, ne è appena andato uno in pensione, dunque 27. Disponiamo di sei persone per turno al mattino e al pomeriggio, a loro sono affidate le 30 sale del secondo piano e le 15 delle cucine. Resta da capire come mai al museo di Antichità, che è assai meno visitato, e in cui i reperti sono chiusi nelle vetrine, i custodi siano dieci di più». Il vero problema consiste nel fatto che per motivi di sicurezza non possono accedere agli appartamenti più di 390 persone per volta, che si riducono a unottantina nelle cucine. Oltretutto sono consentite solo visite accompagnate o guidate, ogni mezzora agli appartamenti, ogni 20 minuti alle cucine: «Non so come si regolino gli altri musei della città, certo noi dopo il rogo del ?97 rispettiamo in modo rigoroso le misure di sicurezza, per cui, esauriti i posti disponibili, si chiude alle visite». E prevedere prima il tutto esaurito, magari con un servizio di prenotazione telefonico o online? Pare non sia possibile, inoltre cè chi si accaparra i biglietti allinizio della giornata, per poi tornare al palazzo al pomeriggio, e addio conteggi degli ingressi. «Certo, con un maggiore numero di custodi potremmo permettere percorsi liberi e agevolare le entrate, ma con questi scarsi mezzi non possiamo fare di più. Né si può aprire il primo piano, in cui sono ormai conclusi i lavori di adeguamento degli impianti e che in unaltra situazione, seppure manchino alcuni restauri da finanziare con i fondi del 2011, sarebbe accessibile». Si apprende infine che la prossima settimana sono previste le prove di un concorso per 42 custodi per tutto il Piemonte. Si spera che tra i futuri nuovi assunti qualcuno almeno approdi a Palazzo Reale.