Denti da vampiro e dollari finti, protesta contro gli orchestrali Unassemblea aperta e poi musica: le maestranze accusano la Fials Mantelli e maschere da vampiri, con tanto di sangue finto che cola dai canini, (reperto di un Ascanio in Alba di Mozart dello scorso anno), bigliettoni da 20 dollari col Piermarini al posto della Casa Bianca (vengono invece da una vecchia Fanciulla del West di Puccini) e la scritta «Fias Futuro incerto alla Scala» al posto di «In God we trust». La messa in scena è di un gruppo di maestranze che occupa il Palco Reale, quello che alla Prima ospita il presidente della Repubblica. In un altro palco, lì accanto, un rapidissimo riepilogo della situazione: «Per pochi rischiamo in molti 152 precari». Lassemblea dei lavoratori della Scala organizzata da Cgil, Cisl e Uil per discutere del blocco della programmazione che rischia di travolgere anche il Don Carlo la sera del 7 dicembre è un processo al Fias, il cui centinaio di lavoratori tra musicisti e coristi basta a mandare in crisi tutto. Ci saranno 350-400 persone, numero che viene giudicato un successo, considerando che tutto è stato organizzato in meno di due giorni. Sul palco parla per tutti Giancarlo Albori, della Cgil spettacolo. Un discorso breve, ma tanto la situazione è nota a tutti i presenti: «Deve essere chiaro che tutta questa situazione la stiamo subendo, non favorendo. Il contratto integrativo che viene contestato riconosce i giusti equilibri, salvaguardando anche le maestranze. Il Fials ha abbandonato il tavolo dicendo che i soldi sono stati distribuiti male. Ma non si può togliere ai più poveri per dare ai più ricchi, un sindacato questo non lo può fare», frase che viene interrotta dagli applausi come neanche certi acuti di Pavarotti o Del Monaco ai tempi. In sala cè anche il presidente della Provincia Filippo Penati: «È il momento di non cedere. Non capisco perché non possono precettare lorchestra. Di fronte al 92 per cento dei lavoratori daccordo sul contratto integrativo, in un momento difficile come questo non è pensabile vivere sulle nuvole. La Scala è una vetrina mondiale, non può essere bloccata da una minoranza ». E cè anche lex assessore alla Cultura di Milano, Philippe Daverio, che polemizza su unassenza che spicca: «Lassenza della Moratti è molto grave. Io e il mio sindaco al posto suo saremmo stati qui. Il caso della Scala è un laboratorio per lItalia. Se un presidente della Fondazione che la governa non se ne occupa, è molto grave». Poi - mentre un paio di membri del Fials restati in silenzio escono da unuscita laterale borbottando «Vergogna» - il via alla musica. Un concerto voce e pianoforte a cui partecipano i tre principali interpreti del Don Carlo messo a rischio. Il baritono Denis Jalibor (Rodrigo) canta Eri tu da Un ballo in maschera, il tenore Giuseppe Filianoti (Don Carlo) E la solita storia del pastor dalla Arlesiana, il basso Ferruccio Furlanetto (Filippo) Laria di Gremin di Evgenij Onegin. Poi, visto che lo spettacolo saltato ieri era la Vedova allegra, alcuni estratti delloperetta di Lehar a cui le maestranze della Scala, per una volta, assistono davanti al palco, seduti sulle poltrone di velluto rosso. E sul blog «La voce del loggione» (www.lavocedelloggione. splinder.com) i loggionisti publicano un invito alla tregua «a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà, perché alla Scala si ricostituisca una clima di civile confronto», chiedendo al Fials: «garantiscano leffettuazione della Prima del Don Carlo il 7 dicembre, poi si riapra il confronto». Appello curioso perché - a detta degli organizzatori - è stato firmato anche da Stefano Malatesta, leader del sindacato autonomo ribelle. Di certo lunica presa di posizione ufficiale del Fials è un comunicato che bolla come "antisindacale" la decisione del sovrintendente Lissner di scrivere agli scioperanti chiedendo loro di firmare il contratto integrativo entro il 25 novembre, pena il mancato pagamento dei soldi previsto dallaccordo, e riservandosi azioni legali.
MILANO - Don Carlo. Scala, concerto antisciopero
Un gruppo di maestranze della Scala, compresi musicisti e coristi, ha occupato il Palco Reale e ha organizzato un'assemblea per discutere del blocco della programmazione della Scala, che rischia di travolgere anche lo spettacolo di Don Carlo il 7 dicembre. La situazione è stata causata dal contratto integrativo che il Fials ha contestato, affermando che i soldi sono stati distribuiti male. La maggioranza dei lavoratori è a favore del contratto, ma il Fials ha deciso di non firmarlo. L'assemblea ha anche visto la presenza del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, e dell'assessore alla Cultura di Milano, Philippe Daverio, che hanno espresso la loro solidarietà con i lavoratori.
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