«Lingrato compito spetta a noi. Piazza del Duomo è vincolata e chi vuole usarla deve chiederci il permesso». Il professor Alberto Artioli è il soprintendente ai Beni ambientali ed architettonici. È sul suo tavolo che arrivano le richieste di autorizzazione per qualsiasi evento debba tenersi nella piazza più centrale di Milano. «Non è semplice. Tante volte le richieste arrivano con soli tre, quattro giorni di anticipo. E non si può dire di no, perché sono eventi curati dal Comune o col patrocinio». Il difficile, per lufficio della Soprintendenza, è verificare che la piazza non si trasformi in un suk. «Si cerca di porre condizioni - spiega Artioli - ma quando il tempo stringe cè poco da fare. Abbiamo una sorta di decalogo con i criteri in base ai quali un evento può essere organizzato. Ma non sempre si riesce a far rispettare tutti i vincoli». Quel che non si capisce è perché non vengano bocciate le iniziative che comportano allestimenti poco estetici. «Non tutte le richieste vengono accettate - sostiene Artioli - Ma tutti vogliono piazza Duomo per dare visibilità alla propria manifestazione. Gli sponsor premono. Il Comune anche, per evitare di perdere i finanziamenti alle iniziative. Riceviamo centinaia di richieste allanno e in genere una su tre viene respinta». Lostacolo più grosso nasce dalle domande che arrivano contemporaneamente da diversi uffici comunali o da privati con il patrocinio di diversi assessori: «Troppo spesso questi eventi sono organizzati da differenti settori comunali nello stesso periodo. Manca il coordinamento: cosa che sia io, sia la fabbrica del Duomo chiediamo da anni. E se si dice sì a uno, non si può poi dire no allaltro. I vincoli istituzionali ci costringono a dare più autorizzazioni di quel che vorremmo».