CAGLIARI. Approvato il ritorno del vincolo di inedificabilità sulla fascia di 300 metri dal mare, ma sulla nuova legge urbanistica il clima politico si è fatto nuovamente pesante per gli scontri nella maggioranza sugli argomenti più scottanti: dalle stesse norme di salvaguardia lungo la costa e nell'agro, ai poteri della giunta e del Consiglio regionale. Il Centrosinistra è stato così costretto a chiedere un nuovo lungo rinvio: l'assemblea riprenderà a votare martedì prossimo. Nel frattempo, forse già da domani, il governatore Renato Soru riunirà gli alleati per cercare un accordo. E' il terzo lungo rinvio chiesto dalla maggioranza. Sarà la volta buona? Mancano poche votazioni, anche se sono tutte di peso. Ieri sera tra gli esponenti del Centrosinistra, che pure tentavano di ridimensionare la valenza politica dei contrasti, prevaleva il pessimismo, tanto che qualcuno è arrivato a ipotizzare che Soru possa richiedere (stavolta mettendo una sorta di questione di fiducia) il ritorno in commissione: il governatore, pur senza partecipare alle sedute, ha fatto sentire già ieri la sua voce e gli alleati, che erano invece decisi ad andare avanti a oltranza, lo hanno ascoltato e hanno preferito rinviare. Se ci fosse stato il blitz sulle modifiche non gradite dal presidente della giunta, la maggioranza si sarebbe spaccata in maniera irrimediabile. Gli scontri sono spesso trasversali: è diviso il Partito democratico, ci sono divergenze dentro Rifondazione e tra i consiglieri (due) dell'Italia dei valori. Gli unici compatti, al momento, sono Sinistra democratica e Partito socialista, ma non sula linea dell'esecutivo. Tra la seduta della mattina e quella pomeridiana c'è stato un vertice del Centrosinistra che ha scelta di rinviare le votazioni. Il compito di chiedere l'ennesimo slittamento è toccato al capogruppo del Pd, Antonio Biancu, il quale ha dovuto ammettere in aula: «Nella maggioranza ci sono alcuni problemi». Quelli più difficili da risolvere sono tre: i vincoli sulle coste, i poteri della giunta, le case nell'agro. Torna il vincolo di inedificabilità sulla costa. Introdotto nel 1976 - prima Regione in Italia - il vincolo di 150 metri, poi portato a 300 nel 1989, la Sardegna rischiava di non avere più una norma autonoma di salvaguardia. Nella nuova legge urbanistica, infatti, non era stato riproposto perché, per via dei nuovi strumenti paesaggistici, non sembrava più necessario. Ma Rifondazione comunista e Sinistra democratica, con due emendamenti separati, hanno preteso che i vincoli venissero riproposti. La giunta ha presentato un emendamento (approvato ieri con una maggioranza risicata: 39 Sì contro 34 No) che impone ai Comuni di fare i Puc recependo il Codice Urbani che tutela anche la fascia costiera di 300 metri e ponendo la regola della inedificabilità totale, escluse le zone residenziali urbane A e B. Rifondazione, che aveva riproposto i 300 metri, si è detta insoddisfatta e chiede, con un altro emendamento, che su questo punto siano salvate le leggi urbanistiche del 1989 e del 1993. «Se cade il Codice Urbani - ha spiegato il Prc - la Sardegna rischia di restare senza vincoli. E comunque è un nostro patrimonio legislativo, dobbiamo mantenerlo». Il presidente della commissione Urbanistica, Stefano Pinna (Pd), ha detto che «non si corre alcun rischio» e che comunque «non ci sono contrasti di merito», per cui «se si può fare un'ulteriore precisazione si farà». Sinistra democratica aveva chiesto il vincolo di 500 metri, ma ha commesso un errore, rilevato dallo stesso presidente Giacomo Spissu: non prevede l'esclusione delle zone A e B per cui, se venisse approvato, vieterebbe l'attività edilizia anche nei centri abitati delle città costiere. Sd ha proposto una correzione orale, ma il Centrodestra si è opposto. Per entrambe le modifiche se ne riparlerà prima nel vertice di maggioranza fissato per domani e poi martedì in aula alla ripresa delle votazioni. I poteri della giunta e del Consiglio. La questione che ha provocato forti tensioni per tutta la legislatura è contenuta in due emendamenti, entrambi della giunta. Uno riguarda la composizione di una commissione di garanzia: sono intervenuti numerosi consiglieri, anche di maggioranza, per dire che questa prerogativa è del Consiglio, per cui, in assenza di accordo, l'argomento è stato rinviato. Stessa sorte per l'emendamento più scottante dal punto di vista politico. Una norma transitoria della nuova legge urbanistica prevede che i Comuni che hanno già avviato le procedure di pianificazione (come i Puc) possano continuare a seguire le vecchie regole, per non ricominciare dall'inizio. La giunta ha così pensato, presentando un emendamento, di estendere questa facoltà anche a se stessa: gli strumenti già avviati (come il Ppr delle zone interne, ad esempio) non devono tener conto delle nuove procedure indicate nella legge in discussione, procedure che danno più potere decisionale al Consiglio. Soru, che da qui alle elezioni non vuole restare con le mani in mano e non vuole fare i conti con l'assemblea, insiste. Al vertice politico di domani il primo responso. Poi a decidere sarà l'aula. E' una partita politica che non riguarda solo l'urbanistica, Il divieto dell'edilizia abitativa nell'agro. Introdotta con il Piano paesaggistico, che consente solo ai titolari di grandi aziende agricole di farsi la casa in campagna, la norma è riproposta dalla legge urbanistica in discussione. E così i contrasti sono riesplosi. Nella stessa maggioranza di Centrosinistra (oltre che in vasti settori dell'opposizione) c'è il tentativo di ridurre il vincolo: l'idea che sembra prevalere è quella di prevedere che il terreno aziendale sia di almeno un ettaro. Anche in questo caso è la giunta Soru a dire di no.
SARDEGNA URBANISTICA - Ripescato il vincolo di 300 metri, ma è rissa
Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato il ritorno del vincolo di inedificabilità sulla fascia di 300 metri dal mare, ma il clima politico è pesante a causa degli scontri nella maggioranza sugli argomenti più scottanti. Il Centrosinistra ha chiesto un nuovo lungo rinvio, che sarà deciso martedì prossimo. Il governatore Renato Soru ha presentato un emendamento che impone ai Comuni di fare i Puc recependo il Codice Urbani e ponendo la regola della inedificabilità totale, escluse le zone residenziali urbane A e B. Rifondazione comunista e Sinistra democratica hanno chiesto di mantenere i vincoli di 300 metri.
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