La legge «Valorizzazione dei beni immobili della Regione Veneto e utilizzazione delle risorse mediante cartolarizzazione» è composta da nove articoli. Finalità: migliorare la gestione del patrimonio immobiliare regionale e promuovere la costituzione di un fondo comune di investimento immobiliare chiuso o di società veicolo. Queste ultime potranno avviare operazioni di cartolarizzazione con la dismissione di parte del patrimonio immobiliare della Regione. I conferimenti sono estesi anche ai beni immobiliari di Comuni, Province e consorzi che volessero partecipare al progetto di individuazione dei beni immobili: la Giunta regionale ha 60 giorni di tempo per bandire la gara che individuerà la società incaricata di inventariare il patrimonio immobiliare, provvedere alla stima del suo valore, alla definizione delle modalità di trasferimento e alla scelta delle migliori soluzioni per il finanziamento dell'acquisto degli immobili da parte della società veicolo per la successiva vendita I Beni esclusi dal conferimento: tutti gli immobili sottoposti a vincolo storico, ambientale e culturale, gli edifici delle Ulss e degli ospedali, chiese ed edifici di culto, gli immobili delle Ater e tutti quelli funzionali all'attività istituzionale della Regione e dei suoi enti e società controllati Fondo immobiliare pubblico e società veicolo: il fondo è promosso da una Sgr mentre, nel caso di società veicolo, l'atto costitutivo e lo statuto dovranno essere sottoposti all'approvazione della commissione consiliare competente. Sarà Veneto Sviluppo, la finanziaria della Regione, a costituire o scegliere una Sgr con lo scopo di promuovere e costituire il fondo immobiliare oppure, in alternativa, avviare la società veicolo secondo le scelte della Giunta. La finanziaria regionale avrà anche la responsabilità di avviare le pratiche per le eventuali autorizzazioni della Banca d'Italia e della Consob e la scelta dei partner finanziari e bancari. La Giunta ha sessanta giorni di tempo dall'entrata in vigore della legge per affidare questi incarichi a Veneto Sviluppo e Emissione di prestiti obbligazionari: la Giunta può emettere prestiti obbligazionari, convertibili in quote del fondo per un importo massimo pari al valore dei beni conferiti, le risorse reperite e i proventi distribuiti del fondo saranno utilizzati per investimenti e riduzione del debito. Finanziamento: sono attribuiti alla legge 465mila euro per le spese correnti e altrettanti per le spese di investimento. Infine, alla legge, è applicata la dichiarazione d'urgenza. Valorizzare i beni immobili, con adeguate operazioni di cartolarizzazione, potrà portare nelle casse della Regione Veneto fino a un miliardo e mezzo di euro. E questa la stima indicativa dell'impatto che potrà avere sul bilancio regionale l'apposita legge approvata nei giorni scorsi dal Consiglio. Il progetto di legge, risalente nel suo testo originario al 2001, faceva inizialmente riferimento solo all'istituzione di un fondo immobiliare chiuso: una volta discusso in commissione, il documento è stato aggiornato inserendo anche il nuovo strumento finanziario della cartolarizzazione, introdotto dalla legge 289 del 2002 (Finanziaria 2003). Entrambi strumenti che consentono di fare cassa con il patrimonio immobiliare anche se con strategie e tempi diversi. L'obiettivo della Regione è quello di coniugare la maggior rapidità della cartolarizzazione attraverso le società veicolo, con la valorizzazione del patrimonio garantita da una gestione professionale dei beni tipica dello strumento fondo.In sostanza, l'idea è quella di creare una società veicolo a cui conferire tutti i beni, indipendentemente dalla loro appetibilità immediata per il mercato, con il fine di cartolarizzare, in tempi diversi e magari con società veicolo più piccole create ad hoc, i vari immobili man mano che sono stati adeguatamente valorizzati. La legge approvata detta le norme di utilizzo di entrambi gli strumenti finanziari, fondo immobiliare e cartolarizzazione, lasciando alla giunta la decisione su quale dei due scegliere. Anche se Tiziano Zigiotto, consigliere di Forza Italia, ispiratore e primo firmatario del Pdl, non fa mistero che la scelta dovrebbe cadere sulla cartolarizzazione (più rapida da attivare rispetto al fondo). «Creando un Fondo Immobiliare Pubblico, per le sole autorizzazioni della Banca d'Italia e della Consob sarebbe "necessario almeno un anno - spiega - mentre con lo strumento della cartolarizzazione possiamo immaginare la prima emissione all'inizio del 2005». Il testo, in tutto nove articoli, stabilisce le finalità della legge (articolo 1); le modalità di individuazione dei beni immobili interessati e di quelli esclusi dal conferimento (articoli 2 e 3); individua gli strumenti per avviare la valorizzazione (Fondo Immobiliare Pubblico e società veicolo, articoli 4 e 5), stabilisce le modalità di scelta o costituzione della Sgr necessaria alla gestione del Fondo (articolo 6) e autorizza la giunta a emettere prestiti obbligazionari convertibili in quote del Fip (articolo 7). L'articolo 8, infine, da copertura finanziaria al provvedimento con 465.000 euro per le spese correnti e altrettanti per le spese di investimento, mentre il 9 stabilisce l'urgenza della nuova legge. L'operazione avverrà in varie fasi: la prima è quella del censimento e della stima del patrimonio: entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge sul Bur, la Regione pubblicherà il bando per scegliere la società che dovrà inventariare il patrimonio, procedere alla perizia e alla stima dei beni e stabilire le migliori modalità di conferimento degli immobili individuati. Contemporaneamente la Regione avvierà la seconda fase, quella della scelta tra Fondo e società veicolo. Entrerà in campo poi Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale che entro 60 giorni costituirà la o le società veicolo o, nel caso meno probabile della creazione di un fondo immobiliare, provve-derà all'individuazione o creazione della Sgr. Infine saranno emessi i titoli. Naturalmente non tutti gli immobili saranno vendibili. Sono esclusi esplicitamente quelli funzionali all'attività della regione e degli enti e società controllati, quelli utilizzati dalle Ulss e dagli ospedali, edifici destinati al culto e quelli su cui vige un vincolo storico, culturale o ambientale. A questo proposito potrebbe tuttavia rendersi necessaria già una modifica al testo appena promulgato. La legge della Regione Veneto richiama infatti il D.lgs 29 ottobre 1999, n.490 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali), che presto verrà abrogato, con l'entrata in vigore nel maggio prossimo del Codice Unico sui beni culturali messo a punto recentemente dal dicastero del ministro Giuliano Urbani. Esclusi dalla vendita anche tutti gli immobili delle Ater, un patrimonio immobiliare imponente ma parti-colarmente delicato per le tensioni sociali che il problema degli alloggi crea anche in Veneto. L'ipotesi di un loro inserimento, per la verità, era stata studiata perché, con opportune cautele, l'operazione avrebbe potuto tradursi in risorse utilizzabili anche per la diminuzione o il contenimento dei canoni di affitto. Ma anche se non vedremo mai in vendita Palazzo Ferro Fini, la storica sede del consiglio regionale sul Canal Grande, scorrendo l'elenco dei soli beni direttamente in carico alla Regione, 109 voci tra immobili e terreni, balza evidente la necessità dell'operazione. Se Palazzo Ferro 000 Fini ha un valore stimato di soli 877.976,73 euro sono decine gli immobili tra negozi, case e magazzini a reddito e valore zero. L'operazione insomma sarebbe vantaggiosa per la Regione anche solo con l'adeguamento ai parametri correnti di mercato del valore del proprio patrimonio immobiliare. E lo stesso sarà per le altre società ed enti regionali, a partire da Veneto Agricoltura , Veneto Innovazione e dalle numerose Ulss. Da ricordare anche che la legge prevede la possibilità di partecipare al conferimento con beni immobili propri per Province, Comuni e Consorzi Veneti. E già alcuni comuni hanno chiesto chiarimenti a riguardo. Generalmente favorevoli i commenti sul provvedimento, visto positivamente anche dalle opposizioni in Consiglio dopo l'introduzione di alcuni emendamenti volti a garantire la massima trasparenza nelle procedure. In particolare, la legge prevede che l'atto costitutivo e lo statuto delle sobietà veicolo dovranno essere sottoposti al parere preventivo della commissione consiliare competente. L'Ance invece, in una nota, pur apprezzando il provvedimento, chiede garanzie sui metodi che le società partner della Sgr o delle società veicolo applicheranno per affidare i lavori di valorizzazione e gestione degli immobili. Ma Zigiotto assicura che questi incarichi saranno tutti affidati tramite gare.