«VINCENZO De Luca? Non lo conosco, non so chi sia». Al violento affondo contro i soprintendenti scagliato da Vincenzo De Luca, Nicola Spinosa risponde con tagliente ironia. Il responsabile del Polo museale marca subito le distanze con il sindaco di Salerno che ha definito i soprintendenti «alleati della burocrazia» e «mummie»: «Forse ha avuto qualche brutta esperienza sul suo territorio, ma questo è un problema che riguarda esclusivamente lui - commenta - Io ho la fortuna di non conoscere De Luca, ma ho la sfortuna di conoscere gli amministratori della mia città e so che in generale non fanno molto bene il loro mestiere». Pietro Giovanni Guzzo, che per conto del ministero dei Beni culturali si occupa della sfera archeologica, preferisce invece non polemizzare, ma ricorda al primo cittadino «lo splendido avanzamento dei lavori della metropolitana di Napoli, un esempio eclatante di come si possano coniugare l'antico con il moderno». Per Stefano Gizzi, soprintendente ai Beni ambientali e architettonici di Napoli e provincia, «sono legittime la dialettica e la diversità di opinioni, tuttavia dev'essere chiaro che il nostro compito è quello di salvare i centri storici dalle ruspe e dagli interventi selvaggi». Enrico Guglielmo, nel leggere le dichiarazioni del sindaco di Salerno, si dice «esterrefatto. Evidentemente è già in campagna elettorale - tuona - mentre avrebbe bisogno di un corso accelerato di storia dell'architettura e dell'urbanistica». Poi il soprintendente di Caserta fa l'elenco degli interventi messi in campo negli ultimi mesi: «Ai primi di dicembre inaugureremo al Castello di Baia, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, sessanta sale allestite con opere d'arte. A Palazzo Reale abbiamo ricostruito un ponte ottocentesco e alle spalle del Museo nazionale daremo vita a un centro culturale con laboratori, auditorium e biblioteca. Ecco che cosa facciamo perle città». «I ritardi? Dipendono dalla mancanza di fondi e dall'assenza di un turn-over peri funzionar] che vanno in pensione - aggiunge l'esperto - E comunque noi siamo tenuti a far rispettare le leggi dello Stato. Se questo per De Luca significa mummificare, allora bisogna cambiare la normativa, compito che spetta ai suoi colleghi politici». Infine il soprintendente di Salerno e Avellino, Giuseppe Zampino: «Si spara sulla Croce Rossa. Il nostro "potere" è infatti un'arma spuntata. Senza risorse né uomini, quel che riusciamo a fare, Tribunali amministrativi permettendo, ha del miracoloso. Ed è grazie a questo lavoro se il nostro sfortunato paese è un po' meno impresentabile. li "vero" potere monocratico - e De Luca non può ignorarlo - è oggi detenuto dai sinda-ci. Ed è proprio questo potere che non tollera di essere contraddetto, ostacolato o controllato. Neanche in presenza di palesi violazioni normative o di scempi conclamati, neanche in nome di una tutela che chiunque dovrebbe avvertire come proprio ineludibile obbligo morale».
CAMPANIA NAPOLI- I soprintendenti Chi è De Luca?
Il sindaco di Salerno ha definito i soprintendenti alleati della burocrazia e mummie. Vincenzo De Luca ha risposto con tagliente ironia, affermando che il sindaco ha avuto qualche brutta esperienza sul suo territorio. Pietro Giovanni Guzzo ha preferito non polemizzare, ma ricordare al sindaco lo splendido avanzamento dei lavori della metropolitana di Napoli. Stefano Gizzi ha affermato che il compito dei soprintendenti è quello di salvare i centri storici dalle ruspe e dagli interventi selvaggi. Enrico Guglielmo si è espresso esterrefatto per le dichiarazioni del sindaco, che secondo lui ha bisogno di un corso accelerato di storia dell'architettura e dell'urbanistica.
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