Su il prossimo 28 novembre arriverà il decreto del Consiglio dei ministri per la creazione della nuova Direzione generale per i musei voluta dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e per la quale è stato scelto come guida il "supermanager" Mario Resca. Per la nuova direzione è arrivata la bocciatura del Consiglio superiore dei beni culturali, l'organo consultivo presieduto da Salvatore Settìs, di cui fa parte anche il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, al quale fu proposta - senza successo - la carica poi affidata a Resca. Proprio Settìs ha spiegato che così come è formulata nella bozza di decreto la nuova direzione è «un errore». Per quali motivi? Secondo l'archeologo (che è anche direttore della Scuola Normale superiore di Pisa), provocherebbe conflitti di competenza con le altre direzioni generali. Non solo. Settis ha contestato anche i compiti affidati al supermanager Resca, poiché essi non si limiterebbero alla valorizzazione estendendosi invece al campo più delicato della tutela, con il diritto di decidere sulle opere che vengono prestate e con la supervisione sui poli museali delle città di Roma, Napoli, Venezia e Firenze. Considerate queste valutazioni sulla bozza del decreto, «il voto del Consiglio superiore per i beni culturali», ha riferito Settis, «è stato unanime» e negativo. Al centro delle critiche non è stata soltanto la proposta di Bondi, ma anche la scelta di Mario Resca per la direzione. L'ex vertice di McDonald's Italia non sarebbe adatto, in quanto dotato di competenze esclusivamente in ambito manageriale. «Niente di personale», ha detto Settis, «so che è un bravo manager. Del resto anche se fosse stato nominato Antonio Paolucci, avrei avuto obiezioni. Ma non riesco a capire cosa ha in mente il ministro, visto che ha offerto il ruolo di direttore a due persone e due competenze così diverse come Antonio Paolucci e Mario Resca». Ai consiglieri, il ministro ha chiesto una settimana di tempo. Nella lunga riunione del consiglio, in realtà, erano state molte le critiche espresse da diversi consiglieri anche sul nome scelto per il nuovo manager. Oggetto di obiezioni anche la nomina diretta, visto che il ministro - hanno ricordato in molti - aveva annunciato in un primo momento l'intenzione di scegliere il direttore dei musei con un concorso o una selezione internazionale. Un parere favorevole, invece, il Consiglio lo ha espresso sugli sforzi fatti dal ministro per recuperare i fondi a fronte dei pesanti tagli inflitti dalla finanziaria. In particolare, Settis e gli altri hanno indicato come positiva l'intesa annunciata ieri da Bondi al consiglio con le Fondazioni bancarie, la quale dovrebbe essere firmata nei prossimi giorni. Altri fondi, ha annunciato il ministro al consiglio, dovrebbero arrivare anche dai Fas, i fondi per le aree sottosviluppate: 800 milioni in cinque anni che dovrebbero andare ai Beni culturali. Nel corso del suo intervento, Bondi ha risposto anche alle critiche mosse dal Consiglio sulla scelta del supermanager. Il ministro ha ribadito: «II primato dell'Italia nel settore della tutela e del restauro dei beni culturali», ma ha messo in evidenza «la carenza della valorizzazione del patrimonio storico artistico. A questo fine», ha spiegato in una nota, «la nomina di un manager della qualità e dell'autorevolezza di Mario Resca ha lo scopo di superare anacronismi e conservatorismi ed imprimere dinamismo ed efficacia alla fruizione del patrimonio storico artistico lasciato finora in un sostanziale immobilismo».