I dati parlano chiaro. La crisi economica "stronca" anche il turismo. Insomma, tempi di vacche magre. E se n'è accorta anche l'Azienda di promozione turistica che proprio in questi giorni ha stilato la "classifica" delle presenze e degli arrivi in tutto l'ambito di competenza (centro storico, Lido, Mestre, Marghera, Riviera del Brenta e hinterland veneziano) verificando che, non c'è proprio di che stare allegri. Complessivamente l'ambito turistico dell'Apt targata Venezia ha avuto nel periodo tra gennaio e settembre scorso un calo negli arrivi del 3.98 per cento, mentre nelle presenza si è registrata una diminuzione del 2.41 per cento. Mancano soprattutto americani, giapponesi, ma anche spagnoli e francesi. Paesi emergenti, anche se con qualche difficoltà rimangono Russia, Brasile e il resto dell'America Latina. Bene anche l'Asia mediorientale soprattutto il mondo arabo. Cifre non certo irresistibili, sicuramente non preoccupanti, ma che chiariscono il trend del movimento ricettivo in tutta l'area veneziana. Ma è soprattutto se si "scompongono" i dati per singola zona che si avvertono maggiormente le differenze. Sempre nel periodo gennaiosettembre, in centro storico è stata registrata una diminuzione negli arrivi (-3.03 per cento), mentre le presenze si attestano sul 2.22 per cento a significare quindi come i turisti abbiano non solo ridotto gli arrivi nella città d'acqua, ma anche il numero di pernottamenti. Quasi drammatica la situazione al Lido. Qui ci si attesta su un calo del 2.17 per cento negli arrivi (che è poco male...), ma su una riduzione dei pernottamenti addirittura del 7.50 per cento. Non va bene nemmeno a Mestre e a Marghera. In quest'area si riducono notevolmente gli arrivi (-7.30), ma si pernotta di più (-2.42). Non va bene nemmeno in Riviera del Brenta dove si raggiunge il 2.79 per cento negli arrivi e 5.98 nelle presenze. La situazione migliora sensibili-mente invece se si guardano i dati degli altri comuni, soprattutto quelli dell'hinterland mestrino. Qui, il costo limitato degli alberghi, ma anche il grado di comfort e di accoglienza raggiunto gioca a favore degli hotel di Marcon, come di Quarto d'Aitino o di Spinea. In questo caso, tra gennaio e settembre, si è avuta un 5 per cento negli arrivi e un 5.34 nelle presenze. «Alla crisi - sottolinea il presidente dell'Apt, Renato Morandina - non abbiamo una risposta precisa. E del resto così non potrebbe essere viste anche le "tormente" finanziarie di questi giorni. Certo è che la crisi è destinata a durare. Ci saranno sempre meno risorse e considerato che il turismo è un bene tra i più voluttuari. Dobbiamo offrire al meglio quello che già facciamo molto bene: promozioni, qualità, livello di accoglienza, ma soprattutto operare per venire incontro ad un cliente al quale il portafogli è sempre più ridotto».