Dal crollo di tre anni fa tante promesse ma nessun fatto: e restano le transenne Diciannove chilometri di solidità e concretezza, le Mura Aureliane, tirate su dalle corporazioni civili dell'Urbe in quattro anni, tra il 271 e il 275 dopo Cristo. Una «grande opera», voluta dall'imperatore Aureliano e realizzata in un tempo record. Da Guinness, addirittura, soprattutto se confrontato con un dato: all'attuale amministrazione capitolina, per rimetterne in piedi solo 24 metri (quelli crollati la sera di Pasqua del 2001 dopo che 17 secoli avevano reso il monumento meno solido e meno concreto), non sono bastati tre anni. Certo, quella di Aureliano era ancora la Roma «Caput Mundi», e anche se il declino era iniziato, quanto a «poteri speciali» l'imperatore non scherzava. Eppure fa una certa tristezza vedere quel lungo tratto di mura gloriose, che per millenni hanno difeso Roma, violato così vistosamente, recintato in fretta un migliaio di giorni fa e mai più toccato dalla pietosa mano di un restauratore. Scarsa volontà politica? No, a dar retta alle dichiarazioni dell'epoca, quando sfilarono tra i mattoncini sbriciolati alti esponenti dell'ex governo di centrosinistra. In occasione del Giubileo l'ex sindaco Francesco Rutelli aveva anche provveduto a tirare a lucido quel tratto di mura. Una semplice pulizia di facciata, per togliere un po' d'erbacce, non un vero restauro. Dopo la rovinosa caduta, però, bisognava fare sul serio. Si parlò di «tempi brevi» (un anno, addirittura), e la questione del crollo tenne banco anche in campagna elettorale, tra Antonio Tajani e Walter Veltroni. La spuntò quest'ultimo, che nella sua prima riunione di giunta, il 5 giugno del 2001, mise la vicenda delle mura all'ordine del giorno, approvando lo stanziamento di tre miliardi «per interventi di consolidamento». Ma già tempo prima, nove giorni dopo il crollo del tratto della cinta muraria tra Porta San Sebastiano e Porta Ardeatina, la commissione per Roma Capitale aveva stanziato 20 miliardi di lire per rimettere gli antichi mattoni al loro posto. Oggi in via di Porta Ardeatina però è ancora tutto fermo, tutto come tre anni fa. Qualcosa si è mosso, ma solo sulla carta. E per seguire la cronologia dell'iter burocratico si può cominciare da un verbale della giunta di Veltroni. Quello con cui il governo cittadino ha approvato il progetto definitivo il 3 dicembre del 2002, più di un anno fa, con la «deliberazione n. 718», dedicata al «restauro consolidamento e ricostruzione delle Mura Aureliane dei tratto Bastione Ardeatino-Porta San Sebastiano», stabilendo l'importo complessivo dei lavori in poco più di un milione e mezzo di euro. La stessa cifra, dunque, assegnata a giugno 2001, come quota di quel «famoso» stanziamento targato «Roma Capitale», venti miliardi di lire, da destinarsi per il resto «agli altri lotti di intervento» sulle Mura. Nel documento si spiega che il «progetto definitivo» e la «progettazione per la sicurezza del lotto» sono stati «affidate alla società "Risorse per Roma spa"» (controllata dal Campidoglio) il 7 marzo del 2002. Che a sua volta ha consegnato il lavoro «all'Amministrazione in data 15 luglio 2002». Il progetto, quindi, «è stato esaminato nella conferenza dei Servizi (...) in data 2 ottobre 2002», incassando il placet tanto dell'ufficio governativo per «Roma Capitale» quanto delle soprintendenze archeologica e per i beni ambientali del Comune. Insomma, tutto fatto, «appena» un anno e mezzo dopo il tristo patatrac. Non restava che indire la gara, assegnare i lavori e - appunto - lavorare. E invece, niente. Fino a quando, all'inizio di quest'anno, arriva la grande notizia: dal Campidoglio è arrivato il via libera a un pacchetto di iniziative per la riqualificazione dei monumenti cittadini. E tra questi, anche la dolorosa «breccia» a due passi dalla Colombo. Anzi, «l'attesa ricostruzione» del buco è al primo posto dell'agenda, l'inizio dei lavori sul «più esteso monumento cittadino» è in calendario già per gennaio, annunciato dall'assessore ai Lavori pubblici D'Alessandro in persona. «L'amministrazione comunale sta ripensando oggi le mura come elemento unitario», spiega l'assessore. E un «elemento unitario», a leggere fuor di metafora, non dovrebbe essere spezzato in due. Siamo alla fine di febbraio, e di operai alacremente impegnati a rinforzare le antiche difese, dietro la rugginosa recinzione di via di Porta Ardeatina, non se ne vedono. Quel tratto delle Mura è ancora molto poco unitario. I responsabili dei lavori, dal XII dipartimento, fanno sapere che i lavori non sono ancora partiti, ma sono lì lì per farlo. «Ad aprile», assicurano. Giusto in tempo per «celebrare» l'anniversario del crollo. Se non ci saranno altri slittamenti. Né malaugurati smottamenti. Il crollo delle Mura Latine avvenne ili 6 aprile del 2001 : a distanza di tre anni non è ancora iniziato il restauro
Mura Aureliane, aspettando il restauro
Nel testo, viene descritto il crollo delle Mura Aureliane di Roma avvenuto il 6 aprile 2001. Le mura, realizzate dall'imperatore Aureliano, sono state ricostruite in quattro anni tra il 271 e il 275 d.C. e sono state restaurate nel 2001, con un costo di 20 miliardi di lire. Tuttavia, tre anni dopo, le mura sono state nuovamente danneggiate e il restauro è ancora in corso. L'amministrazione comunale ha approvato un progetto di restauro nel 2002, ma i lavori non sono ancora iniziati. Il progetto prevede la riparazione delle mura e la loro ricostruzione, ma non è ancora stato completato.
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