Si apre un altro fronte nella battaglia degli operatori turistici del Veneto per difendere il settore dalla crisi. La polemica arriva dopo che un folto gruppo di città d'arte italiane, fra le quali Venezia, Padova e Verona, si sono accordate sul "ticket di soggiorno" per finanziare un fondo che si occupi di recupero e valorizzazione dei monumenti. L'hanno definita "tassa di scopo" fissandone l'entità massima a 5 euto per ogni pernottamento. C'è già una proposta di legge preparata dall'Associazione delle città d'arte (Cidac) e fatta propria dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi (Pdl) che si è detto «molto favorevole all'iniziativa». Ma il Veneto non ci sta e ieri è arrivata la dura presa di posizione della più grande associazione del settore, la Confturismo (oltre 17 mila associati nelle 7 province) che prepara già iniziative per contrastare l'idea: «Ci riprovano un'altra volta, ma daremo battaglia già nel Consiglio nazionale di venerdì a Rimini - assicura il presidente ve-neto Marco Michielli - e poi sabato quando avremo l'incontro col sottosegretario al Turismo, Michela Vittoria Brambilla. Le faremo presente quale follia rappresenti un'ulteriore balzello a danno di una risorsa, quella turistica, che proprio in un periodo di crisi e recession come questo dovrebbe ricevere maggior impulso e non altre tasse. A denunciare l'iniziativa delle Città d'arte, ancor prima di Confturismo, è stata Promoveneto, l'associazione di promozione delle Camere di commercio che si occupa anche di città d'arte. «La settimana scorsa -ricordano il segretario regionale Vladimiro Riva e il presidente Renato Bellomi - c'è stato un importante incontro dell'associazione città d'arte (Cidac) a Lucca. I rappresentanti dei 25 Comuni associati - fra cui Venezia, Padova e Verona - si sono ritrovati per iniziativa di "Mecenate 90", un ente di consulenza per la valorizzazione dei beni culturali e per lo sviluppo turistico, scegliendo Lucca su proposta del ministro Bondi (che è toscano, ndr). Dalla Cidac di recente è uscito il Comune di Vi-cenza, per diversità di vedute, ma le altre 3 grandi città venete ovvero Padova (presente con l'assessore competente Monica Balbinot), Venezia e Verona, hanno condiviso la proposta definita nel testo "Per la salvaguardia e la valorizzazione delle città d'arte"». Nel dettaglio si tratta di un disegno di legge che vuole affrontare le esigenze delle città d'arte e avrebbe lo scopo di convogliare risorse finanziarie verso la conservazione e la promozione del patrimonio artistico. Ma il problema è, come al solito, il finanziamento delle varie iniziative. «Ancora una volta i sin-daci o loro fiduciari - sbottano all'unisono Riva e Bemmomi (Promoveneto) oltre a Michielli (Confturismo) - pensano con un altro ticket di 5 euro di risolvere i loro problemi lasciando ovviamente agli albergatori l'onore... anzi l'onere di fare gli esattori di un "contributo comunale di soggiorno" da usare poi a loro piacimento in chissà quali voci di spesa per interventi di manutenzione urbana o per opere pubbliche. Il tutto a carico dei turisti. E pensare che dopo questo bel risultato Lucca si è definita "Capitale delle città d'arte italiane" ed è divenuta sede di un Osservatorio nazionale permanente del settore. E nessuno finora ha espresso perplessità per un'azione che va a penalizzare un settore che, per la prima volta, ha dato segni di cedimento con la diminuzione delle presenze rispetto al 2007». PromoVeneto chiama a raccolta tutte le associazioni a partire dal Touring che tutelano i fruitori dei beni culturali e gli operatori del settore. «Già nel 20 febbraio 2006 - ricorda Riva -fu approvata la legge 11 (Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale posti sotto tutela dell'Unesco) mai finanziata e non vorremmo che passasse ora una legge che scarica i costi sui turisti. Le nostre città d'arte non sopporterebbero un tale danno: il silenzio è grave». A Lucca oltre al ministro c'erano parlamentari di ogni schieramento e tutti si sono impegnati a presentare al più presto la proposta: «La comune volontà bipartisan spero possa velocizzare l'iter di discussone ed approvazione. Spronerò il Parlamento ad approvarla» ha ribadito ancora ieri il ministro Bondi da Roma «Per la prima volta questa legge sposta l'attenzione dalle grandi alle piccole e medie città che rappresentano il patrimonio diffuso del Paese». Tra le modalità per reperire le risorse e finanziare il "Fondo per le Città d'Arte" e i progetti meritevoli (che saranno vagliati da un'ennesima commissione) si è parlato di percentuali sugli introiti dell'Arcis (associazione delle società per lo sviluppo di arte, cultura e spettacolo), dal Lotto (il 10), dall'8 per mille sull'Irpef (un altro 10) e, almeno per una metà, dovrà essere reperito dagli enti pubblici sul territorio appunto con la "tassa di scopo". «Già domani - conclude sfiduciato il leader di Confturismo Marco Michielli - sarò tempestato di richieste di chiarimenti da parte dei tour operator stranieri: ma come, chiederanno, mettete altre tasse? Non vi basta il calo già registrato quest'estate e quello previsto per l'inverno? Sconcertato e molto arrabbiato giro la domanda ai Comuni».