CAMPO DI GIOVE. Sparirono nel 1902 dalla chiesa di Campo di Giove. Più di un secolo dopo quelle opere rubate rispuntano nel catalogo della casa d'aste Christie's di Londra. Il 2 dicembre saranno in vendita a un prezzo che oscillerà fra 100 e 150mila sterline (oltre 214mila euro). Si tratta di quattro tavole in oro e tempera delle "Storie di Sant'Eustachio" che risalgono al 1380. Possono queste preziose opere messe all'asta tornare in Abruzzo? Se lo augura Cristiana Pasqualetti , ricercatrice di storia dell'arte medievale dell'università dell'Aquila. «Faccio appello alla generosità economica di enti pubblici o privati», sottolinea la docente, che ha condotto una ricerca sulle antiche tavole di Campo di Giove, fino a scoprire che quattro sono state messe in vendita dalla celebre casa d'aste londinese. «Anche se in un momento di difficoltà», afferma la Pasqualetti, «spero in uno sforzo economico affinché queste opere possano tornare in Abruzzo. Enti o più soggetti privati possono partecipare all'asta del 2 dicembre per riportare queste tavole nella nostra regione. Rivolgo il mio appello anche alle istituzioni». L'asta da Christie's del 2 dicembre si terrà nella sala South Kensington. Le opere, attualmente, appartengono a un collezionista privato. Il prezzo complessivo dei quattro dipinti arriva a 150mila sterline. Le tavole formavano il tabernacolo di Sant'Eustachio nella parrocchiale di Campo di Giove. Un tabernacolo realizzato da un artista rimasto anonimo che comprendeva sedici episodi della vita del Santo. Le tavole furono rubate nell'ottobre del 1902, in base a quanto ricostruito dalla ricercatrice Pasqualetti, e rimasero in Italia almeno fino al 1925 (Firenze) prima di essere sparpagliate nel mondo (dalla Francia agli Stati Uniti), vendute a collezionisti privati o finite in qualche museo. «Il ciclo pittorico prende spunto dalla leggenda di Jacopo da Varagine», spiega la Pasqualetti, «il racconto inizia con l'apparizione di Cristo al romano Placido, fra le corna di un cervo, durante una battuta di caccia. La scena è seguita dal battesimo dello stesso Placido, che avrebbe assunto il nome di Eustachio. Dopo la seconda apparizione di Cristo, sono illustrate le vicissitudini del Santo, alla moglie Teopista e ai figlioletti Agapito e Teopisto, concluse col martirio dell'intera famiglia, arsa viva dentro un toro di bronzo».