VITTORIO VENETO. Eccola la «capitale dei musei»: Vittorio Veneto. Che di musei ne ha 13, l'ultimo alla restaurata Torre dell'orologio, che ospiterà il museo dell'arte bambina. «Sono tanti, anzi troppi - afferma Alessandro De Bastiani, del Pd -. E a rischio di troppi sprechi». «A conti fatti - secondo De Bastiani - il più ricco di Vittorio Veneto potrebbe essere il «Museo degli Sprechi e delle Spese inutili» che troverebbe adeguata sede presso l'inutilizzato edifico della Ex Mafil costato la prima volta un milione e duecentomila euro e tre milioni la seconda volta, quando il comune lo ha rivenduto all'ente Farmacie, cioè a se stesso». Museo della Battaglia, museo diocesano di Arte sacra, museo di scienze naturali del Seminario, museo del baco da seta (in allestimento da 15 anni), museo della civiltà rurale (in allestimento), museo dell'Arte Bambina (in allestimento), museo delle campane (in allestimento), museo all'aperto del Simposium di Scultura (in allestimento), museo Paludetti di Villa Croze, museo del Cenedese, Museo Archeologico Sezione del Cenedese (in allestimento), Casa Museo di palazzo Minucci, museo geologico di Fadalto. 13 musei sono una realtà importante, sicuramente impegnativi per le finanze locali e che richiederebbero una programmazione unitaria; «esigenza che mal si concilia - sottolinea De Bastiani - con la politica condotta e rivendicata da Scottà che privilegia lo spontaneismo di ogni giorno un'idea nuova». Per il futuro candidato sindaco del Pd i risultati sono evidenti a tutti. «Il sistema museale vittoriese è obsoleto e inadeguato per i nostri tempi e i Musei più importanti, come quello diocesano, non sono sufficientemente conosciuti e valorizzati. Inoltre il fiorire di nuovi musei, alcuni con finalità discutibili, rischiano di creare inefficienze e sprechi. Probabilmente sprecati saranno i soldi finora spesi per il Museo dell'Arte Bambina (c'è chi dice 50 mila chi 250 mila euro), sprecati quelli del Simposium Sculture (80.000 euro) sprecati quelli della Civiltà contadina contadina(servirebbe un'inchiesta giudiziaria per quei 70 milioni di lire più altri 13 milioni versati ad un privato cittadino di Revine in «quota di partito») come sprecati saranno quelli per il Museo delle campane frutto della genialità di una intuizione giornaliera». Secondo De Bastiani, una riflessione particolare è necessaria per il Museo del baco da seta e la sezione Archeologica del Museo del Cenedese tutti e due in allestimento da decenni con finanziamenti importanti già spesi e il destino dei quali resta del tutto incerto e misterioso. Inoltre il Museo della Battaglia, tra tutti il più visitato e conosciuto, necessita di un radicale ripensament» come già a suo tempo proposto da Vittorino Pianca e Lorenzo Cadeddu e recentemente da Michele De Bertolis.