ORISTANO. Ancora una iniziativa per garantire la presenza del corso universitario di archeologia subacquea. Questa volta l'Ateneo oristanese si è rivolto addirittura alla Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane, con lo scopo di ottenere una valutazione della qualità del curriculum, unico in Italia e dal quale, ad oggi, sono usciti diciotto laureati ed altri 50 se ne aggiungeranno, in previsione, entro l'anno accademico 20092010. Un vero e proprio marchio di qualità che serve ad attestare la validità dell'attività accademica di ricerca e studio fino ad oggi prodotta nella facoltà oristanese, messa come è noto, seriamente in forse come conseguenza dei pesanti tagli sui finanziamenti delle università gemmate. Lunedì a Oristano, una seduta fiume, durata dalle otto di mattina e conclusasi soltanto a metà pomeriggio, ha visto i due ispettori (arrivati dagli atenei di Messina e Perugia) ascoltare le relazioni dei rappresentanti delle varie istituzioni interessate, dal Consorzio Uno, alla Soprintendenza ai Beni archeologici, passando ovviamente per l'Università di Sassari (era presente, oltre al preside della facoltà di Lettere, Aldo Maria Morace, anche il responsabile del corso di archeologia subacquea, Raimondo Zucca), passando per i rappresentanti delle forze dell'ordine e dell'imprenditoria del settore. Bisognerà attendere non meno di 40 o 50 giorni, prima di conoscere l'esito del processo di valutazione, che potrebbe essere determinante in futuro per asdsicurare la permanenza del curriculum a Oristano. «È un passaggio importante - ha spiegato il professor Raimondo Zucca - soprattutto in vista del varo dei nuovi sistemi di valutazione che verranno introdotti dal Ministero. In altre parole, è possibile che una valutazione di questo tipo a breve non sarà più volontaria, ma obbligatoria. E alla luce della necessità di garantire la permanenza del curriculum, l'esito avrà una funzione quasi determinante». Zucca precisa come molto dipenderà comunque dalle scelte che la giunta regionale attuerà nella nuova legge Finanziaria. «A suo tempo - spiega - la Regione indicò la necessità di una valutazione dei corsi per il loro finanziamento». Nel corso dell'audizione, il curriculum è stato messo letteralmente ai raggi x, esaminando punti di forza e di debolezza, ma anche valutando con attenzione le prospettive di un corso che, pur di rececentissima istituzione, assume un ruolo fondamentale anche per la formazione delle forze dell'ordine (Capitaneria e Corpo Forestale, solo per fare due esempi) direttamente impegnate nella tutela del patrimonio archeologico.
SARDEGNA ORISTANO - Archeologia subacquea da salvare
L'Università di Sassari ha presentato una richiesta alla Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) per ottenere una valutazione della qualità del corso universitario di archeologia subacquea. Il corso, istituito di recente, ha già prodotto 18 laureati e altri 50 in previsione. La valutazione è necessaria per garantire la permanenza del corso e per attenersi alle nuove norme di valutazione del Ministero. La seduta di valutazione è stata tenuta a Oristano e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni interessate, tra cui l'Università di Sassari, il Consorzio Uno e la Soprintendenza ai Beni archeologici.
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