I mesi migliori per fare il turista a Venezia sono due: gennaio escluso Capodanno e, per certi versi, l'Epifania e novembre, acqua alta permettendo. Di converso, se vogliamo dare una lettura tutta "veneziana" potremmo dire che il primo e l'undicesimo mese dell'anno, almeno per il 2008, sono stati i mesi nei quali gli abitanti in centro storico hanno tirato... un sospiro di sollievo. Ma per un anno che se ne sta andando, che cosa ci riserverà il 2009. Al di là degli oroscopi, il Consorzio per la ricerca e la formazione (Coses) ha pensato bene di elaborare una sorta di "calendario" per l'anno venturo dal quale si evince, secondo dati e statistiche precise, che i mesi favorevoli, senza la massiccia presenza di turisti, potranno essere gennaio (escluso Capodanno), tutto marzo, buona parte di aprile (escluso il week-end di Pasqua e infine Novembre (fatto salvo il giorno di Ognissanti) e dicembre (ad esclusione di Natale e Santo Stefano). Sarà così? Mah. Da un lato i veneziani potranno programmare quando uscire di casa, dall'altra risulterà sempre più chiaro quando il movimento turistico in città risulterà preponderante.É questo uno dei "fiori all'occhiello" del nuovo progetto di pianificazione e sostenibilità turistica che il Coses ha messo a punto per le strategia del Coordinamento del tavolo interassessorile per l'Economia turistica coordinato dal vicesindaco, Michele Vianello. In pratica, in base a calcoli macroeconomici e, ad uno studio sulle previsioni turistiche, ora si potrà tranquillamente ipotizzare la "presenza turistica" in centro storico. Scommessa vinta? Mah! Intanto ci si prova. Lo studio del Coses, redatto da Isabella Scaramuzzi, Giuseppina Di Monte, Cristiana Pedenzini e Giovanni Santoro, punta ad individuare il "livello" della sostenibilità urbana di una città come Venezia mettendo in riga il numero dei posti in parcheggio disponibili, il sistema di trasporto, la capacità ricettiva del sistema museale, il dimensionamento dei servizi alla persona calcolando soprattutto i dati in base ad un'indagine origine-destinazione basata sul trasporto bus (Actv, Atvo, Sita, Brusutti) nella quale si fissano i "limiti fisiologici" della città in 118 mila accessi; stabilendo il livello di affollamento attorno agli 83 mila, e chiarendo che il grado di "comfort" si aggira sui 48 mila accessi nell'arco di 24 ore. Da questo punto di vista le cosiddette "ore di punta" hanno permesso di confermare come il pendolarismo tra l'hinterland e Venezia raggiunga ben l'89 per cento. L'ultima sezione dello studio del Coses riguarda la "capacità pedonale" del centro storico. Da questo punto di vista il Consorzio individua tre percorsi base da Piazzale RomaStazione Fs verso il centro città, RialtoSan Marco per intenderci: Strada Nova; San PoloSant'Aponal e Santa MargheritaAccademiaSanto Stefano individuando i cosiddetti "colli di bottiglia" ovvero snodi di accesso che limitano il flusso pedonale. Ma da questo punto, va da sè, basta fare una passeggiata per la città e rendersene pienamente conto. P.N.D.