La sfida di Zingaretti dopo il taglio degli alberi storici per il cantiere del metrò Testa, di Roma Metropolitane: una scelta indispensabile per la collettività «Cento nuovi pini verranno piantati nel territorio della provincia, a cominciare, se sarà possibile, proprio da piazza Venezia». Da Palazzo Valentini, il presidente Nicola Zingaretti manda un «segnale forte e simbolico» per condannare il taglio degli alberi secolari effettuato lunedì scorso nellambito dei lavori per la realizzazione della linea C e allo stesso tempo per offrire una specie di compensazione allabbattimento. «Un intervento inaccettabile che ha deturpato la piazza - accusa Zingaretti - Siamo di fronte ad una grave forzatura, un esempio di superficialità e pressapochismo». Nel frattempo, lassessore comunale allAmbiente Fabio De Lillo annuncia che da ieri pomeriggio sono in corso i lavori di rimozione dei 20 cipressi crollati sullAppia Antica con il nubifragio dello scorso 4 novembre. A difendere il taglio degli alberi da parte della società Metro C, che sta realizzando la terza metropolitana di Roma, scende in campo il presidente di Roma Metropolitane, Chicco Testa. «La stazione Venezia - dice - deve avere almeno tre uscite, perché questo sarà il nodo di scambio tra linea C e linea D. Senza tre uscite, possibili solo allinizio di via dei Fori Imperiali, a piazza Santi Apostoli e a piazza Madonna di Loreto, la piazza dove sono stati tagliati gli alberi, la stazione non sarà in grado di smaltire tutti i passeggeri e in superficie ci saranno grossi problemi di circolazione dei pedoni che vanno in direzioni diverse». Gli scavi archeologici a piazza Madonna di Loreto hanno portato alla luce una scalinata romana di epoca adrianea. Secondo il sovrintendente archeologico Angelo Bottini, una scoperta strepitosa perché neanche segnalata nella Forma Urbis, la carta di Roma antica che ci è stata tramandata. Lipotesi che si è fatta subito strada è stata inglobare il ritrovamento archeologico nelluscita della stazione per renderla visibile, ma questo, per Bottini, richiede un ampliamento dello scavo. «Dunque le autorizzazioni per il taglio degli alberi - conclude Testa - perché la realizzazione della metro C e le scoperte sulla topografia di Roma antica sono state ritenute interessi prevalenti per la collettività rispetto ai pini». Ma non è così semplice: il direttore del dipartimento Ambiente Paolo Togni sostiene che quella firmata non era unautorizzazione, lassessore allAmbiente riferisce di aver chiesto la sospensione degli abbattimenti senza essere stato ascoltato, RomaMetropolitane dichiara che per attuare lo stop cera bisogno di una revoca formale che non è mai arrivata, Legambiente annuncia esposti alla magistratura in nome della trasparenza. «Siamo di fronte ad unaltra soap opera - dichiara Massimiliano Valeriani, consigliere comunale Pd - la confusione trasmessa è totale, gli uffici sono daccordo, lassessore condivide, la società esegue e poi si prendono le distanze perché non si è più daccordo. Lassessore De Lillo, la giunta sono consapevoli della figura che si è fatta su questa vicenda?». «Una vicenda a dir poco schizofrenica», dice Luigi Camilloni, presidente dellOsservatorio sociale, che chiede di accertare eventuali illeciti. Mentre il consigliere comunale Pd Athos De Luca, vicepresidente della commissione Ambiente, assegna il premio Attila 2008 al sindaco Gianni Alemanno, «che gli verrà consegnato personalmente nel consiglio comunale di giovedì», annuncia De Luca. Sui cipressi secolari caduti lungo lAppia Antica, tra vicolo di Tor Carbone e via dellAlmone, lassessore De Lillo fa sapere che la rimozione avviene solo ora perché cerano problemi di competenze. «Risolti i problemi di competenze con il Demanio dello Stato - spiega il responsabile comunale allAmbiente - possiamo finalmente intervenire in tempi brevissimi. Loperazione durerà una settimana e costerà 25 mila euro».