"Firmate il contratto individualmente". La Fials: è antisindacale Al termine del primo atto ieri un cantante ha detto: "Basta. Domani sciopero". Al posto della Vedova assemblea La linea dura della Scala non si ferma. Il teatro ha recapitato al centinaio di musicisti aderenti alla Fials altrettante lettere. Mittente, Stéphane Lissner. Contenuto, un ultimatum: o firmate il contratto integrativo individualmente, oppure non avrete i soldi. Una mossa che gli autonomi criticano: «È antisindacale, si salta totalmente la mediazione tra lavoratori e azienda», tuona Enrico Sciarra, segretario nazionale della Fials, oggi a Milano per una riunione coi suoi. La questione è già in mano agli avvocati. E il leader locale, Sandro Malatesta, aggiunge: «Non si fanno mai scioperi a cuor leggero. Costa, e costa tanto: se siamo arrivati a questo punto, vuol dire che ci sono delle ragioni». Risultato: il clima in teatro è sempre più incandescente. Ieri sera, al termine del primo atto di Vedova Allegra, uno dei solisti, Wolfgang Bankl (il Barone Zeta) si è preso una licenza poetica: doveva dire «Basta. Pausa» e invece ha cambiato il testo in «Basta. Domani sciopero». Una battuta che orchestrali e coristi in lotta hanno inteso come una provocazione, tanto che nellintervallo hanno protestato con il narratore Philippe Daverio, che già nelle scorse recite aveva improvvisato facendo riferimento alla situazione in Scala e proposto di andare in scena solo con laccompagnamento del pianoforte e coi coristi iscritti ai confederali. Ipotesi scartata per il veto del sovrintendente. Tutti contro tutti, insomma: i confederali contestano le ragioni della Fials: «Se non si terrà la prima della Scala ci saranno responsabilità di una ben precisa organizzazione sindacale e vogliamo che lopinione pubblica lo sappia», dice il segretario della Cgil Onorio Rosati, che assieme a Cisl e Uil oggi alle 20 terrà una assemblea dei lavoratori aperta a pubblico e istituzioni in teatro, al posto e allora della Vedova Allegra, tre repliche della quale sono saltate per lo sciopero della Fials. Probabile che dopo lassemblea ci saranno alcuni interventi musicali, anche se questo è tuttora in fase di definizione. Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il patto integrativo con Lissner, approvato poi da oltre il 90 per cento dei dipendenti del Piermarini con un referendum, il Fials lo considera dannoso e per questo ha indetto agitazioni e scioperi anche per tutta la prossima stagione. «Il concetto è che vogliono più soldi ma non lo dicono in modo chiaro», dice Domenico Dentoni della Uil. E Renato Zambelli, Cisl, aggiunge che gli autonomi «stanno storpiando, non esercitando il diritto di sciopero. La Fondazione può sollecitare i lavoratori a sottoscrivere il contratto individualmente», approvando in sostanza la mossa di Lissner delle lettere a tutti i reprobi. «Mandare a monte il Don Carlo condanna il teatro a un bilancio in rosso con perdite intorno a 3 milioni di euro» dicono i sindacati. E questo aggiunto ai quasi 10 milioni di euro di fondi che il governo taglierà nel 2009 rischia di portare a ridurre anche le produzioni, che significa contratti a rischio per 152 stagionali. La situazione non è semplice anche perché orchestrali e coristi non possono essere precettati: «Nei lavori artistici non conta solo che la prestazione sia eseguita, ma anche la sua qualità - insistono i confederali - La Fials deve tornare sui propri passi facendo uno sforzo di ragionevolezza» E sulla vicenda non mancano le esternazioni politiche. Il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino si domanda «che fine abbiano fatto il sindaco, che è presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione, e il nuovo assessore alla Cultura: non possono limitarsi a qualche parola di commento della situazione, ma dovrebbero essere i primi a ricercare soluzioni che diano stabilità agli assetti gestionali».