Lex sindaco Non cedere ai ricatti di chi ha indetto gli scioperi alla Scala. È questo linvito dellex sindaco di Milano Gabriele Albertini. «Sarei entusiasta - ha detto - se si potesse non cedere al ricatto per una volta». Nel 2005, quando Riccardo Muti se ne andò per i dissidi con lorchestra, Albertini aveva immaginato «un commissariamento e lallora ministro Urbani era pronto a firmarlo ma non si fece e la conseguenza sono stati tre sovrintendenti nel giro di sei mesi. Se si andassero a vedere i contratti, si capirebbe che è miracoloso che lente sia sopravvissuto ai privilegi e agli sprechi». Riferendosi allorchestra stabile ma anche agli altri, ad esempio il personale che sistema i leggii: più di cento persone per ogni rappresentazione. «Se si infrange il ricatto tabù della Prima della Scala si può sperare che qualcosa cambi». Il fatto che Cgil, Cisl e Uil abbiano preso le distanze dalla Fials secondo Albertini «è un passo avanti. Prima erano appiattiti su posizioni corporative di certe minoranze qualificate». Mentre la precettazione «è una idea risibile, visto che non si tratta di un servizio pubblico nessun prefetto potrebbe precettare. Della Prima si può fare a meno. È sgradevole se succede, ma per i tre milioni di persone che vivono Milano di giorno la Prima della Scala è irrilevante».
MILANO - SCALA: Albertini: per una volta non si deve cedere ai ricatti
Il sindaco di Milano Gabriele Albertini ha detto che non dovrebbe cedere ai ricatti di chi ha indetto gli scioperi alla Scala. Nel 2005, quando Riccardo Muti se ne andò per i dissidi con lorchestra, Albertini aveva immaginato un commissariamento, ma non si fece. Oggi, Albertini ritiene che se si infrangesse il ricatto, qualcosa potrebbe cambiare. Ha anche detto che la precettazione è una idea risibile, poiché non si tratta di un servizio pubblico. La Prima della Scala è irrilevante per i tre milioni di persone che vivono Milano di giorno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo