Mario Resca, ferrarese, 62 anni dei quali gli ultimi dodici trascorsi alla guida di McDonald's Italia, presidente della camera di commercio americana nel nostro Paese, è l'uomo chiamato dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ad assumersi la responsabilità della Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione. Insomma, il famoso "supermanager" che dovrà occuparsi dei musei e farli rendere di più. Entro la fine del mese il suo incarico sarà ufficializzato, ma sono già arrivate le prime critiche, non solo quelle - scontate - dell'opposizione (Francesco Rutelli lo ha definito «sommamente incompetente»). Dottor Resca, dagli hamburger all'arte è un bel salto. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ha detto che per il ruolo che lei andrà a ricoprire non serve un bocconiano ma uno del mestiere. «Ho il più totale rispetto per i grandi conoscitori d'arte e di sicuro non mi metto in competizione con loro. È vero: non sono un esperto in questo campo. Però posso portare un'altra esperienza, quella dell'organizzazione di aziende in difficoltà. Credo che quello dell'arte sia un settore importantissimo, che vive fra le difficoltà economiche. E può diventare più competitivo: una fonte di reddito e turismo di livello mondiale». Pensa di lavorare collaborando con i direttori delle soprintendenze e il personale del ministero dei Beni culturali? «Assolutamente. Faremo assieme ogni cosa. Quando McDonald's era in difficoltà, io ho lavorato con le persone che c'erano già. Certo, il mio background è gestionale, non sarà mai alla loro altezza per quel che riguarda le competenze sull'arte e se avremo successo sarà anche merito delle informazioni che mi sapranno dare». Che cosa serve? «Serve una ristrutturazione profonda dell'area museale, per poter salvaguardare il patrimonio e valorizzarlo. Bisogna che i musei funzionino meglio. Da quello che mi dicono nei primi dieci musei al mondo di "italiani" ci sono solo quelli vaticani. Se è vero che abbiamo più del 50 del patrimonio artistico mondiale, allora fra i primi dieci musei del mondo nove devono essere italiani». Ha parlato di internazionalizzazione. Cioè far girare anche all'estero le nostre opere. Ha già in mente quali? «Cercherò di vedere come fanno all'estero e capire quali opere si possono spostare e in quali condizioni. Credo che oggi ci siano tecnologie diverse da vent'anni fa, le quali consentono certe operazioni. E faremo il massimo degli investimenti per garantire il nostro patrimonio. Mi serve ancora tempo per capire e uscire con proposte sensate». Ha detto di essere un frequentatore di musei. Come le sono sembrati, da spettatore? «Mi è capitato spesso, per il mio lavoro alla camera di commercio americana, di accompagnare degli ospiti in visita agli Uffizi o a Brera. Credo ci siano aspetti da migliorare: la fruibilità, gli orari di apertura, la pulizia interna ed esterna (ad esempio per i graffiti), il merchandising. E poi una maggiore motivazione del personale, il fatto che spesso non siano accettate carte di credito, la segnaletica... Dobbiamo comunicare di più e meglio. Non dobbiamo ripeterci che abbiamo le opere più belle del mondo: devono dircelo gli altri». Oltre a frequentare musei, ha anche organizzato delle mostre al Casinò di Campione, di cui è presidente. Voleva ospitare la contestata "Vade Retro" di Sgarbi sull'arte omosessuale. «Quella mostra poi non è stata fatta per problemi locali e politici di pruderie. Mi sembrava che Campione potesse essere la sede adatta, inoltre erano già stati tolti i quadri offensivi. Ognuno può avere le proprie idee, ma dobbiamo fare quel che piace al pubblico, non quel che piace a noi. Abbiamo fatto però una bella mostra di Marco Lodola». Quali saranno le sue competenze da "super-manager"? «Lo vedremo dal decreto che uscirà. Credo che avrò la responsabilità su tutto il patrimonio museale italiano, per la sua valorizzazione e internazionalizzazione». Ha visto in Italia qualche esempio positivo da seguire? «L'unica cosa che ho visto a livello italiano è il Museo Egizio di Torino, che diventando fondazione è divenuto molto autonomo e ha successo. Quello è un esempio da seguire, che ci incoraggia in una direzione strategica chiara». Quali saranno le sue prime mosse? «Quando uno entra in un'azienda la prima cosa che fa è mettere insieme una squadra di lavoro. Poi decide con questa il piano d'azione e i tempi, che devono essere rapidi, entro i primi 90 giorni. Devo ancora capire bene quali sono i tempi qui, poi devo mettere insieme uomini, motivare e coordinare, lavorare sulle risorse umane, con competenze chiare e un organigramma ben definito che consenta a ciascuno di essere responsabile di quello che fa. Poi presenteremo un piano al ministro e al governo, e cercheremo di capire quali sono le risorse disponibili».
BENI CULTURALI Non m'intendo d'arte ma so fare di conto e porterò soldi ai musei
Mario Resca, un dirigente di McDonald's Italia, è stato nominato presidente della Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha chiesto a Resca di assumersi la responsabilità della gestione dei musei italiani. Resca ha detto che non è un esperto di arte, ma ha esperienza nell'organizzazione di aziende in difficoltà. Ha promesso di lavorare con i direttori delle soprintendenze e il personale del ministero dei Beni culturali per ristrutturare l'area museale e valorizzare il patrimonio artistico italiano. Ha anche detto che vuole internazionalizzare le opere italiane e ha già in mente alcune mostre.
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