Beni culturali nella bufera. Per i pesantissimi tagli al già misero bilancio; per la carenza di personale; per la minaccia di ulteriori devoluzioni agli Enti locali (che stavolta potrebbero riguardare la tutela e non solo la valorizzazione); per la nomina di un direttore generale per i musei che è manager puro, proviene da Me Donald's e dal Casino di Campione, è digiuno della materia. Alti lai si levano da un seminario ideato dall'Associazione Bianchi Bandinelli. I vertici politici del ministero sono assenti; non c'è nessuno nemmeno della maggioranza; ne approfittano l'ex ministro Francesco Rutelli e il democratico Vincenzo Vita. Male associazioni di tutela egli esperti sono assai preoccupati: dubbi, critiche. Quanti mali pesano sui nostri Beni, s'intende culturali. Il segretario generale, l'archeologo Giuseppe Proietti, parla della «riduzione progressiva e costante di risorse»: Salvatore Settis, a capo del Consiglio superiore, valuta la decurtazione delle spese per il funzionamento di musei ed uffici nel 95 percento, in pochi anni, fino al 2011; poi, Rutelli calcola che i tagli previsti dalla Finanziaria per tutti i ministeri raggiungeranno, nel triennio, 33 miliardi di euro: il 2,8 percento destinati ai Beni culturali, che pesano sul bilancio dello Stato solo per lo 0,28 per cento; «significa che si riduce 20 volte in più che la media del Paese». «Da 8 anni non si assume personale», dice Proietti: l'organico di 25 mila anime del 2005, è già sceso a 20.700: e «mancano i quadri», denuncia Roberto Cecchi, direttore generale: un migliaio di funzionar! tecnico-direttivi. C'è anche la minaccia di una nuova devolution; ma stavolta non della "valorizzazione", già attribuita alle Regioni, bensì della stessa tutela: un emendamento nella legge per "Roma Capitale". Proietti ricorda che qualcosa di simile è stato fatto per il paesaggio, e non è andata affatto bene; tutti invocano l'unitarietà della tutela, secondo un'analogia di principi a tutte le latitudini; Andrea Emiliani racconta come, a inizio Novecento, è nato «il sistema delle Arti», e come è andato in crisi; Rutelli paventa già un referendum. Di nuovo Proietti spiega che «tutto il mondo ci invidia il sistema organizzativo», quello delle Soprintendenze; «vanno invece meno bene i musei». E qui, gli ultimi dubbi: Mario Resca nominato direttore generale, appunto, per questi istituti, «è manager capace», dice Rutelli, «però non è il suo settore». Alberta Campitelli, per l'Icom, ricorda che «il ministro aveva promesso un concorso internazionale per la nomina; ma poi non se n'è fatto nulla», e il concorso lo chiede anche il "ministro ombra", Vincenzo Cerami. «Non varierà la direzione scientifica dei musei; ma si può fare di più per valorizzarli», afferma Proietti. Ancora Andrea Emiliani: «Voler guadagnare, mentre si tagliano i fondi, è da circo equestre»; e le riduzioni di bilancio, per il 2009, sono il 17 per cento del budget: superiori a quelli di qualsiasi ministero; in tre anni, quasi un miliardo di euro. Eppure, continua Proietti, il Metropolitan trae il 40 per cento delle entrate dal merchandising, e il Polo dei musei fiorentini, solo il 18; anche se, alla fine, il Met, dei 105 milioni di dollari che incassa dal settore, non ne guadagna più di 7; «però, significa che c'è un grande giro d'affari, tante attività e persone; e da noi?» (Proietti). «Pensare di guadagnare sui musei è folle», dice Vittorio Emiliani, a nome del Comitato per la Bellezza. Vincenzo Vita: «Non vorrei che si pensasse qualcosa del genere "la cultura costa troppo, per cui vendiamo qualcosa". Sarebbe una iattura». Proietti spiega: «Io spero che si punti a una valorizzazione virtuosa dei musei statali»; ma Marisa Dalai Emiliani, della Sapienza e presidente dell'Associazione Bianchi Bandinelli, avverte: «Possediamo una civiltà millenaria, e non va dilapidata». L'aria, attorno, è fosca.
BENI CULTURALI Quanti mali per i Beni
Il ministero dei Beni culturali sta affrontando gravi problemi, tra cui tagli al bilancio, carenza di personale e minaccia di ulteriori devoluzioni agli Enti locali. Il direttore generale, Mario Resca, è un manager senza esperienza nel settore. L'ex ministro Francesco Rutelli e il democratico Vincenzo Vita stanno approfittando della situazione per criticare il governo. L'archeologo Giuseppe Proietti ha parlato della riduzione progressiva e costante di risorse per i musei e gli Enti locali, che potrebbero raggiungere il 95% di riduzione entro il 2011.
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